(AGENPARL) - Roma, 19 Maggio 2026 - Roma, 19 mag. – "Prima ancora che da parlamentare, da medico ho vissuto sulla mia pelle cosa significa lavorare di fronte al problema della medicina difensiva, che oggi è una delle principali criticità della nostra sanità. Le stime parlano di un costo della medicina difensiva tra i 10 e i 15 miliardi ogni anno e di un impatto sulle liste d'attesa dal 25% al 40%. Questo significa che se la politica riuscisse a limitare questo problema, noi otterremmo sia un risparmio per le casse dello Stato che un notevole risultato in termine di tempi di attesa per i cittadini. E non è tutto: per colpa della medicina difensiva, alcune specializzazioni perdono di attrattività perché sono più a rischio di contenziosi legali. Il medico sa che, se opterà per una di queste specializzazioni, almeno una volta nella vita verrà coinvolto in una vicenda giudiziaria e potrà anche andare incontro a un processo. Certo, nel 95% dei casi si concluderà con un'assoluzione, ma il problema non nasce dalle condanne. La paura che genera la medicina difensiva è quella del processo, dei suoi costi, delle energie e del tempo che richiederà. Tutto questo spinge i medici a prescrivere esami che non prescriverebbe se si sentisse più tutelato, mentre allo stesso tempo il cittadino si trova davanti a liste d'attesa più lunghe e a dover fare esami non necessari. Quello che ci serve è un cambiamento di paradigma culturale: dobbiamo passare da una cultura che ricerca la colpa a una cultura dell'errore. I medici, come tutti gli esseri umani, sbagliano. Cercare la colpevolizzazione del medico non ci porterà da nessuna parte. Questo sistema genera storture come la necessità di nascondere l'errore, un approccio sbagliato perché non ci consente di imparare dall'errore, che al contrario dovrebbe essere un'occasione di apprendimento. Siamo di fronte a una scelta: continuare in questa direzione e perdere completamente il Servizio sanitario nazionale, oppure cambiare cultura. Noi lanceremo un tavolo di lavoro che ci porterà a elaborare una proposta che ci permetterà di trovare soluzioni concrete a questo problema. Nell'interesse dei medici, dei pazienti, dello Stato". Lo dichiara Marianna Ricciardi, Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali, in una conferenza stampa sul tema alla Camera.
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