
(AGENPARL) - Roma, 19 Maggio 2026 - Si allarga il fronte delle tensioni regionali. Il movimento di resistenza iracheno Kata’ib Hezbollah ha lanciato un duro avvertimento al governo di Amman, accusando la Giordania di ospitare missioni di ricognizione e sorveglianza condotte da Stati Uniti e Israele contro i combattenti della resistenza iracheni e le Unità di Mobilitazione Popolare (PMU).
I PUNTI FOCALI DEL MONITO:
- Accuse dirette: Secondo il capo della sicurezza del gruppo, Abu Mujahid al-Assaf, le operazioni di intelligence lanciate dal suolo giordano rappresentano un “preludio agli attacchi” contro le leadership irachene.
- Il messaggio ad Amman: Il governo giordano è stato esortato a prendere lezioni dagli recenti sviluppi bellici regionali. Il messaggio è inequivocabile: la Giordania deve evitare di diventare un “hub” operativo per Washington e Tel Aviv, pena il coinvolgimento diretto nel conflitto.
- Il timore di una nuova escalation: Le milizie irachene riferiscono di informazioni su un imminente ciclo di attacchi mirati contro i comandanti dell’Hashd al-Sha’abi, confermando il clima di paranoia e accerchiamento che avvolge le fazioni filoiraniane in Iraq.
- Risposta completa: Kata’ib Hezbollah ha ribadito che, in caso di nuove azioni ostili, la risposta non si limiterà a colpire i siti militari, ma vedrà gli Stati Uniti come unici responsabili delle gravi ripercussioni a livello regionale.
Questo avvertimento segna una pericolosa estensione del raggio di scontro. Dopo l’allineamento militare tra Pakistan e Arabia Saudita e il fallimento della pressione coercitiva su Teheran, l’attacco diplomatico-militare alla Giordania segnala la volontà del “fronte della resistenza” di spezzare l’accerchiamento logistico, trasformando ogni Paese alleato di Washington in un bersaglio potenziale.