(AGENPARL) - Roma, 19 Maggio 2026 - Fruibilità dei crediti d’imposta “Transizione 5.0” e “Agricoltura 4.0” per le imprese agricole
La piena fruibilità dei crediti d’imposta previsti dalle misure “Transizione 5.0” e “Agricoltura 4.0” rappresenta un elemento determinante per sostenere gli investimenti in innovazione, digitalizzazione ed efficientamento energetico delle imprese agricole e agromeccaniche. Le recenti comunicazioni del GSE sul riconoscimento parziale dei crediti e la scadenza del 31 dicembre 2026 per la loro compensazione integrale evidenziano criticità operative che rischiano di limitare l’effettivo accesso agli incentivi da parte delle aziende del comparto primario, caratterizzate da una capacità di compensazione fiscale strutturalmente ridotta. Contestualmente, la mancata attuazione delle misure relative al credito d’imposta 4.0 e l’assenza di un quadro programmatorio definito generano incertezza, incidendo sulla possibilità di programmare investimenti strategici in un settore già interessato da segnali di rallentamento produttivo e commerciale. In tale contesto, risulta necessario chiarire le iniziative che il Governo intende adottare per garantire continuità, certezza normativa e piena accessibilità agli strumenti fiscali destinati alla modernizzazione del sistema agricolo. In seguito pubblichiamo l’Interrogazione sulla fruibilità da parte delle aziende agricvole dei crediti di imposta relativi alle misure Fruibilità dei crediti d’imposta “Transizione 5.0” e “Agricoltura 4.0” per le imprese agricole al Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.
INTERROGAZIONE SULLA FRUIBILITÀ DA PARTE DELLE AZIENDE AGRICOLE DEI CREDITI D’IMPOSTA RELATIVI ALLE MISURE Fruibilità dei crediti d’imposta “Transizione 5.0” e “Agricoltura 4.0” per le imprese agricole –
Al Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste – Premesso che: il comparto agricolo e agromeccanico italiano rappresenta un settore strategico per la competitività del sistema agroalimentare nazionale e per il raggiungimento degli obiettivi di innovazione, sostenibilità ambientale ed efficientamento energetico; l’innovazione tecnologica in agricoltura, attraverso macchinari di nuova generazione, sistemi di agricoltura di precisione, digitalizzazione e automazione, costituisce un elemento centrale per il futuro del settore primario, per l’aumento della produttività, per la sostenibilità delle produzioni e per favorire il ricambio generazionale nelle imprese agricole, rendendo il lavoro agricolo più moderno, qualificato e attrattivo per i giovani; strumenti come Agricoltura 4.0 e Transizione 5.0 hanno costituito negli ultimi anni un fondamentale incentivo agli investimenti in macchine agricole innovative, agricoltura di precisione, digitalizzazione e riduzione dei consumi energetici; il Gestore dei servizi energetici (GSE) ha recentemente avviato la fase operativa relativa alle pratiche cosiddette degli “esodati” della Transizione 5.0, comunicando alle imprese il riconoscimento del credito d’imposta nella misura dell’89,77 per cento rispetto a quanto originariamente richiesto; la normativa vigente prevede che tali crediti debbano essere integralmente compensati entro il 31 dicembre 2026, senza possibilità di riportare le eventuali quote residue negli anni successivi; tale limite temporale penalizza fortemente le imprese agricole e agromeccaniche, che per la peculiarità del proprio regime fiscale e contributivo presentano una capacità di compensazione inferiore rispetto ad altri comparti produttivi, con il concreto rischio di perdere parte delle agevolazioni maturate; permane poi una situazione di forte incertezza normativa in relazione alla programmazione dei finanziamenti legati ad Agricoltura 4.0, misura fondamentale per consentire alle imprese di programmare nuovi investimenti; il credito di imposta è infatti utilizzato da oltre il 48 per cento delle imprese; molte imprese agricole e contoterzisti hanno scelto, in alternativa alla Transizione 5.0, di avvalersi del regime di “Transizione 4.0”, con riferimento allo specifico credito d’imposta, confidando nella continuità degli incentivi e nella rapida attuazione delle misure previste per il 2024-2026; tuttavia, ad oggi, non risultano ancora emanati i provvedimenti attuativi necessari per rendere pienamente – 10 – operativa la misura, né sono stati chiariti i tempi certi per la fruizione del beneficio, con il rischio di bloccare ulteriormente investimenti già programmati o in corso di realizzazione; secondo gli ultimi dati diffusi, la produzione nazionale di macchine agricole e componentistica ha raggiunto nel 2025 un valore di 13,6 miliardi di euro; il settore tuttavia mostra segnali di rallentamento: nel primo trimestre 2026 l’indicatore di clima segnala un peggioramento delle aspettative, con un valore di meno 0,5 (in una scala da uno a 100); il peggioramento interessa sia il fatturato che gli ordini; le previsioni a sei mesi, anche alla luce di un contesto internazionale molto instabile, indicano infatti un possibile calo atteso per quasi il 40 per cento delle imprese. Queste dinamiche confermano come gli incentivi pubblici rappresentino ancora un fattore decisivo di orientamento; in Piemonte il comparto, che da sempre rappresenta un fiore all’occhiello dell’intero sistema industriale italiano, sta attraversando una fase di significativa difficoltà, con una contrazione del fatturato di circa il 25 per cento e una riduzione degli ordini rispetto al 2024 di circa il 45 per cento, secondo i dati aggiornati al 31 marzo 2026, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo, nell’ambito delle proprie competenze, e in raccordo con il Governo, voglia assumere iniziative per assicurare alle aziende agricole la piena fruibilità del credito di imposta relativo alla Transizione 5.0, verificando la possibilità di riversare negli anni successivi al 2026 le quote non compensate entro i termini stabiliti e se siano in atto altre iniziative a sostegno dell’innovazione nel settore agricolo; quali siano i tempi previsti per l’attuazione delle misure relative al Credito d’imposta 4.0, come disciplinato dalla legge di bilancio per il 2026 applicabili alle aziende agricole, che hanno optato per tale regime, valutando anche la possibilità di rendere strutturale tale credito, al fine di sostenere gli investimenti nell’innovazione, il rinnovo del parco macchine agricole e il ricambio generazionale nel settore.