(AGENPARL) - Roma, 15 Maggio 2026 - ROMA, 15 maggio – "Il Governo è stato costretto a fare parzialmente marcia indietro sul Ddl in materia di detenuti tossicodipendenti. L'emendamento depositato in commissione Giustizia al Senato dall'Esecutivo dimostra infatti che le criticità che avevamo sollevato erano fondate. Per settimane abbiamo denunciato il rischio di una progressiva privatizzazione della funzione rieducativa della pena attraverso un modello che scaricava all'esterno dell'amministrazione penitenziaria la presa in carico dei detenuti tossicodipendenti. Oggi il Governo, nel tentativo di correggere il testo originario, è stato costretto a recepire almeno in parte le nostre osservazioni, estendendo il provvedimento anche agli ICATT e alle sezioni attenuate pubbliche per il trattamento dei tossicodipendenti. È il riconoscimento politico del fatto che avevamo visto giusto. Tuttavia questa correzione resta del tutto insufficiente. Perché il Governo continua a non prevedere alcun investimento strutturale sugli ICATT, sulle SEATT, sui SERD pubblici e sulla magistratura di sorveglianza. Nessun piano straordinario, nessuna implementazione reale della rete pubblica terapeutico-penitenziaria, nessun rafforzamento delle strutture pubbliche che dovrebbero rappresentare il cuore di una seria politica di recupero e reinserimento. La conseguenza è evidente: la gran parte delle risorse continuerà a confluire verso il sistema esterno delle comunità private e accreditate, mentre lo Stato arretra progressivamente rispetto alla propria funzione costituzionale.
Ed è proprio questo il punto che contestiamo con forza. La rieducazione della pena non può essere delegata ai privati. L'articolo 27 della Costituzione attribuisce allo Stato una responsabilità diretta, che non può essere progressivamente esternalizzata attraverso un modello emergenziale e frammentato. Noi continuiamo a sostenere una strada completamente diversa: investimenti pubblici sui SERD, potenziamento degli ICATT e delle sezioni attenuate, rafforzamento della magistratura di sorveglianza e costruzione di una rete pubblica integrata capace di affrontare realmente il problema delle dipendenze e del sovraffollamento carcerario. Sul Ddl il nostro giudizio, se non ci dovessero essere ulteriori aperture, rimane molto critico".
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