(AGENPARL) - Roma, 13 Maggio 2026 - "Fratelli d'Italia e la destra in generale hanno avuto sempre grande attenzione alla storia delle Foibe troppo a lungo dimenticata, rimossa, negata". Dario Iaia, deputato Fdi, è stato il promotore della presentazione del libro di Federico D'Addato "La chiave – Foibe, il confine della memoria". "Un libro -prosegue Iaia – che riguarda non tanto la storia dell'esilio giuliano-dalmata, ma le conseguenze anche psicologiche di chi ha dovuto lasciare le proprie case". Perché, come dice il capogruppo di Fratelli d'Italia in commissione Cultura alla Camera, Alessandro Amorese, "la chiave è un simbolo". La chiave è quella della casa che il protagonista del romanzo ha dovuto abbandonare per intraprendere il suo percorso di esule e che ha sempre con sé. "Anche un romanzo fa la differenza rispetto all'oblio che abbiamo combattuto e che abbiamo vinto" dice ancora Alessandro Amorese che poi ricorda: "Abbiamo fatto tanto per ricordare questa tragedia, a livello parlamentare e non solo. Questo libro è un tassello di questa grande storia. Siamo obbligati a risarcire moralmente migliaia di infoibati e decine di migliaia di esuli". Di famiglia istriana e dalmata è Nicole Matteoni, deputata triestina di Fratelli d'Italia, che ricorda: "Il dramma delle foibe e dell'esodo giuliano dalmata fanno parte di una storia che deve essere ancora totalmente raccontata. Se penso agli atti vandalici accaduti lo scorso 10 febbraio a Trieste al monumento nazionale della Foiba di Basovizza c'è da rabbrividire e ci dice quanto lavoro deve essere ancora fatto. Ringrazio questo giovane scrittore per aver voluto raccontare attraverso un romanzo breve il dolore del popolo istriano, esempio della migliore gioventù d'Italia". Infine l'autore, Federico D'Addato, giovane, di Taranto, dunque apparentemente lontano da quei fatti, che spiega: "Ho semplicemente scritto una storia italiana, avendo avuto la fortuna di incontrare esuli che mi hanno raccontato le loro storie. Ma pensando che quei fatti sono legati alla seconda guerra mondiale e che per lunghissimo tempo non se ne è parlato, da chi è stato voluto un silenzio lungo 60 anni?".

