
(AGENPARL) - Roma, 13 Maggio 2026 - La Spagna alza il ponte levatoio e dice “no” a Washington. Il Ministro degli Esteri, José Manuel Albares, ha confermato ufficialmente che gli Stati Uniti non potranno utilizzare le basi aeree di Morón e Rota per la campagna militare contro l’Iran. Una presa di posizione netta contro quella che Madrid definisce una “guerra unilaterale” condotta al di fuori di ogni coordinamento NATO.
Sovranità contro sanzioni
Nonostante le pesanti pressioni della Casa Bianca, che avrebbe minacciato sanzioni commerciali e persino la sospensione della Spagna dall’Alleanza Atlantica, il governo Sanchez resta fermo. «Non rinunceremo ai nostri principi sotto pressione», ha dichiarato Albares in un’intervista a Politico. Il Ministro ha ribadito che l’uso delle basi è regolato da accordi bilaterali che impongono il rispetto della Carta ONU, paletto che l’aggressione americana starebbe ignorando.
L’ira di Trump e il fronte europeo
La replica di Donald Trump non si è fatta attendere, definendo “terribile” il rifiuto spagnolo e arrivando a dichiarare: “Non vogliamo avere niente a che fare con la Spagna”. Ma Madrid non sembra isolata: secondo Albares, la posizione spagnola sta diventando il perno di una nuova “sovranità e indipendenza europea”, una questione che il Ministro definisce esistenziale per il futuro dell’Unione.
Una NATO nel caos
Le parole di Albares descrivono un’Alleanza in cui la comunicazione è interrotta: «Nessuno degli alleati è stato consultato. Non sappiamo cosa stia succedendo». La portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly, ha confermato la frustrazione di Trump verso i partner europei, ma il muro alzato da Madrid segna un precedente pesantissimo nella gestione delle infrastrutture militari USA in Europa.
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