(AGENPARL) - Roma, 11 Maggio 2026 - Giornata di estrema tensione e messaggi contraddittori sull’asse Teheran-Washington. Dopo ore di gelo diplomatico, il Presidente USA Donald Trump ha parzialmente corretto il tiro dichiarando ai cronisti che una soluzione diplomatica con l’Iran resta “molto possibile”, nonostante poco prima avesse definito “spazzatura” l’ultima proposta iraniana inviata tramite i mediatori pakistani.
La frenata di Trump arriva in risposta alla durissima presa di posizione dell’Iran. Mohammad Eslami, capo dell’Organizzazione per l’Energia Atomica di Teheran (AEOI), ha ribadito davanti alla Commissione Sicurezza del Parlamento che il programma di arricchimento dell’uranio “non è sul tavolo delle trattative”, definendo la tecnologia nucleare un pilastro non negoziabile della sovranità nazionale.
A rincarare la dose è intervenuto il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, che ha descritto la proposta di Teheran come “generosa e responsabile”, sottolineando che l’Iran non accetterà ultimatum o scadenze arbitrarie. Mentre Trump continua a definire i leader iraniani “disonorevoli” pur aprendo al dialogo, resta l’incognita sullo Stretto di Hormuz: il blocco navale e le tensioni energetiche continuano a mantenere i mercati globali in stato di allerta, in attesa di capire se prevarrà la diplomazia o il nuovo piano militare “Project Freedom”.
