(AGENPARL) - Roma, 10 Maggio 2026 - La politica economica e militare dell’amministrazione Trump finisce sotto la lente d’ingrandimento. Secondo un sondaggio condotto da Focaldata per il Financial Times e riportato dall’agenzia Tasnim, oltre la metà degli elettori americani esprime un netto dissenso sulla gestione dell’inflazione e del conflitto con l’Iran, a soli sei mesi dalle cruciali elezioni di metà mandato.
Caro-vita e prezzi della benzina
Il dato più critico riguarda il costo della vita: il 58% degli elettori registrati disapprova la gestione dei prezzi da parte del Presidente. In particolare, il prezzo medio della benzina negli Stati Uniti è salito a circa 4,60 dollari per gallone, segnando un incremento del 50% rispetto ai livelli precedenti allo scoppio delle ostilità in Medio Oriente. Un aumento che sta pesando enormemente sulla base elettorale “Make America Great Again”.
Il peso del conflitto con Teheran
Dalla rilevazione emerge che il 54% degli intervistati non approva la conduzione della guerra contro l’Iran. Il malcontento non risparmia il fronte repubblicano, dove circa un elettore su cinque si dichiara insoddisfatto della strategia militare e diplomatica adottata. Le interruzioni dei flussi commerciali nello Stretto di Hormuz sono indicate come la causa principale della stretta sui rifornimenti petroliferi globali e del conseguente aumento dell’inflazione interna.
Prospettive per le Midterms
Al momento, i Democratici mantengono un vantaggio di otto punti sui Repubblicani nelle preferenze di voto nazionali. Nonostante la Casa Bianca, per voce della portavoce Kush Desai, difenda la solidità della traiettoria economica basata su tagli fiscali e deregulation, il sondaggio indica che la percezione degli elettori indipendenti è fortemente influenzata dall’instabilità geopolitica attuale.
