(AGENPARL) - Roma, 10 Maggio 2026 - Mentre Teheran affida ai mediatori pakistani la controproposta per il cessate il fuoco, l’Esercito alza i toni: “Lo Stretto non è più una via libera. Chi segue le sanzioni USA avrà difficoltà”. Da Roma, Marco Rubio avverte: “Il controllo iraniano su Hormuz è illegale”.
TEHERAN – La diplomazia corre sul filo del rasoio. Nella giornata di oggi, l’Iran ha consegnato formalmente ai mediatori del Pakistan la propria risposta alla proposta degli Stati Uniti per porre fine a 40 giorni di ostilità. Ma se il documento parla di “pace”, le dichiarazioni che arrivano dai vertici militari iraniani sanno di sfida aperta a Washington.
L’ultimatum di Akraminia: “Hormuz è cambiata”
In un’intervista rilasciata all’agenzia IRNA, il portavoce dell’Esercito iraniano, il brigadiere generale Mohammad Akraminia, ha delineato un nuovo e inquietante scenario. Teheran non si limita a chiedere il cessate il fuoco, ma rivendica una nuova “sovranità” sullo Stretto di Hormuz.
“D’ora in poi, i Paesi che seguono l’esempio degli Stati Uniti e impongono sanzioni contro la Repubblica Islamica incontreranno certamente difficoltà nel transito”, ha dichiarato Akraminia. Il messaggio è chiaro: l’Iran ha stabilito un nuovo quadro legale e di sicurezza che obbliga ogni nave a coordinarsi preventivamente con Teheran. Un “pedaggio” politico che Washington ha già definito inaccettabile.
“Opzioni sorprendenti” e nuove arene di scontro
Akraminia ha poi avvertito gli Stati Uniti contro ogni “errore di calcolo”: l’Iran sarebbe pronto a colpire in “arene di conflitto impreviste”, utilizzando armamenti moderni e metodi di guerra asimmetrica che superano le pianificazioni del Pentagono. Secondo il portavoce, l’operazione americana volta a “recuperare i piloti” sarebbe stata in realtà un fallito tentativo di sottrarre uranio arricchito iraniano, un’accusa che alza ulteriormente il livello dello scontro mediatico.
La reazione di Washington: Rubio da Roma non molla
Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, che ha appena lasciato l’Italia , ha già tracciato la linea rossa. Durante i suoi incontri nella Capitale, Rubio ha ribadito che la normalizzazione del controllo iraniano su una via d’acqua internazionale è “illegale e semplicemente inaccettabile”.
Gli Stati Uniti, sotto la guida di Donald Trump, restano fermi sulla richiesta di una riapertura totale e incondizionata dello Stretto (la cosiddetta operazione Project Freedom). Senza questa clausola, la risposta consegnata oggi dall’Iran rischia di essere respinta al mittente prima ancora che la giornata a Washington entri nel vivo.
Il bivio di Trump
Con la risposta iraniana ora sul tavolo del Consiglio per la Sicurezza Nazionale a Washington, la palla passa a Donald Trump. Il Presidente dovrà decidere se intraprendere la via del “Deal” o se dare il via libera alla ripresa delle operazioni militari su vasta scala, che gli analisti hanno già ribattezzato “Project Freedom Plus”.
https://en.irna.ir/news/86150595/Exclusive-Iranian-Army-warns-of-surprising-options-against
