(AGENPARL) - Roma, 7 Maggio 2026 - "Alessandro Leogrande – ha dichiarato Angolano nel suo intervento – ha insegnato che il giornalismo non è solo 'cronaca', ma è presenza. Lui non si limitava a guardare i fatti dall'alto: ci camminava dentro. Che si trattasse del fango delle campagne del caporalato o dei fumi delle acciaierie qui a Taranto, Alessandro metteva il corpo laddove altri mettevano solo il microfono. Oggi, in un'epoca di informazione "mordi e fuggi", dove la complessità viene spesso sacrificata in nome di un like, il Premio Leogrande ci ricorda che approfondire è un atto di resistenza. Come giornalista professionista, so quanto sia difficile oggi trovare lo spazio per l'inchiesta narrativa, quella che richiede tempo, fatica e, soprattutto, coraggio.

