(AGENPARL) - Roma, 5 Maggio 2026 - L’ambasciatore russo in Norvegia, Nikolay Korchunov, ha rilasciato una dura intervista all’agenzia TASS denunciando quello che definisce un aumento senza precedenti della presenza militare NATO nel quadrante Baltico-Artico. Secondo il diplomatico, le recenti iniziative quadro denominate Baltic Sentry, Eastern Sentry e Arctic Sentry non sono semplici misure di sorveglianza, ma rappresentano il sintomo di una transizione de facto dell’Alleanza Atlantica verso un assetto operativo di guerra. Korchunov ha sottolineato come negli ultimi anni il numero di basi militari statunitensi e di centri di comando NATO nel Nord Europa sia cresciuto costantemente, portando a un raddoppio della capacità operativa in diverse regioni strategiche dei paesi scandinavi.
Il diplomatico russo ha puntato il dito in particolare contro il ruolo della Norvegia e della Finlandia, quest’ultima neo-membro dell’Alleanza, accusandole di favorire l’ingresso nell’Artico di potenze non regionali attraverso il pretesto di una presunta minaccia russa e cinese. A sostegno della sua tesi, Korchunov ha citato l’esercitazione Cold Response svoltasi lo scorso marzo, che ha visto il dispiegamento di 32.500 militari provenienti da 14 nazioni diverse. Per Mosca, tali manovre costituiscono il più imponente evento di preparazione militare in Europa dell’anno in corso, confermando la volontà della NATO di spostare il baricentro della tensione globale verso le latitudini settentrionali e le rotte polari.
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