(AGENPARL) - Roma, 5 Maggio 2026 - L’Iran ha ufficialmente smentito ogni coinvolgimento diretto nell’attacco che ieri ha colpito le infrastrutture energetiche di Fujairah, attribuendo la responsabilità delle esplosioni alla condotta militare degli Stati Uniti nella regione. Attraverso una nota rilasciata all’agenzia IRIB, un alto funzionario militare coperto da anonimato ha dichiarato che la Repubblica Islamica non aveva alcun piano preordinato per colpire le infrastrutture petrolifere in questione. Secondo la versione di Teheran, l’incendio sarebbe la conseguenza diretta di una politica avventuriera statunitense, volta a forzare il transito illegale di imbarcazioni attraverso i passaggi ristretti dello Stretto di Hormuz.
Le autorità iraniane hanno chiesto che il comando militare degli Stati Uniti sia chiamato a rispondere dell’accaduto, esortando Washington a cessare l’impiego della forza come strumento di pressione diplomatica. Il funzionario ha ribadito la necessità di interrompere le manovre militari in un quadrante sensibile per l’economia globale, avvertendo che la presenza di assetti stranieri nelle vie d’acqua regionali rappresenta il principale fattore di instabilità. La posizione di Teheran giunge in un momento di estrema tensione, mentre gli Emirati Arabi Uniti e i partner internazionali valutano l’entità dei danni subiti dalle petroliere e dai depositi costieri a seguito delle deflagrazioni.
