(AGENPARL) - Roma, 4 Maggio 2026 - La Russia ha ufficialmente alzato la tensione nel Mar Baltico, definendo la Finlandia un obiettivo militare prioritario a causa della sua crescente integrazione nelle strategie atomiche della NATO. Attraverso l’agenzia statale TASS, il generale Sergey Lipovoy ha chiarito che l’apertura di Helsinki allo stoccaggio o al transito di armi nucleari sul proprio territorio trasforma automaticamente il Paese in un bersaglio legittimo per i sistemi missilistici del Cremlino. Mosca accusa la leadership finlandese di aver rinunciato alla storica neutralità per assecondare una corsa agli armamenti che espone la popolazione a rischi senza precedenti, evocando la possibilità di contromisure per neutralizzare le nuove minacce al confine settentrionale.
Ai timori nucleari si aggiungono le accuse dirette del Segretario del Consiglio di Sicurezza russo, Sergei Shoigu, che indica la Finlandia come complice nelle operazioni belliche ucraine. Secondo il Cremlino, lo spazio aereo finlandese verrebbe utilizzato dai droni di Kiev per l’invio di attacchi contro le infrastrutture russe, una violazione che per Mosca autorizza l’uso del diritto all’autodifesa previsto dalla Carta ONU. Questo cambio di retorica segnala che la Russia non considera più il confine finlandese come una zona di pace, ma come un fronte operativo dove è pronta a intervenire con misure di risposta militari e ibride per ristabilire la propria sicurezza strategica.
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