(AGENPARL) - Roma, 3 Maggio 2026 - Novità sostanziali sul fronte energetico globale. Al termine di una riunione virtuale tenutasi domenica, sette paesi del gruppo OPEC+ — tra cui Arabia Saudita, Russia e Algeria — hanno annunciato un incremento della produzione di 188.000 barili al giorno a partire dal mese di giugno. La manovra, che coinvolge anche Iraq, Kazakhstan, Kuwait e Oman, viene presentata come un impegno per la “stabilità del mercato”.
Il contesto in cui matura la decisione è però fortemente condizionato dalle tensioni in Medio Oriente. L’annuncio arriva mentre l’Iran mantiene il blocco dello Stretto di Hormuz, arteria vitale dove transita solitamente un quinto del commercio mondiale di petrolio e gas. Il blocco ha già sottratto milioni di barili al giorno dal mercato globale, rendendo l’aumento dei “sette” una mossa dal forte valore simbolico.
A complicare il quadro è la storica decisione degli Emirati Arabi Uniti di uscire dall’OPEC. La scelta di Abu Dhabi scuote un’alleanza di 65 anni che controlla circa il 40% del greggio mondiale. Mentre la Russia (che opera tramite l’OPEC+) e l’Algeria (membro effettivo) serrano i ranghi per gestire la crisi, il cartello si trova a dover fronteggiare una frammentazione interna senza precedenti. Il gruppo tornerà a riunirsi il 7 giugno per monitorare l’evoluzione della situazione.
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