(AGENPARL) - Roma, 2 Maggio 2026 - Il ritiro di 5.000 soldati statunitensi dalla Germania scatena una dura reazione ai vertici del Bundestag. Thomas Rowekamp, presidente della Commissione Difesa, ha risposto apertamente alle mosse della Casa Bianca, chiarendo che il partenariato di sicurezza non è un “affare commerciale” e definendo “inaccettabili” le continue provocazioni del presidente Donald Trump.
Secondo Rowekamp, il disimpegno americano rappresenta una “sveglia” per l’Europa, che deve ora accelerare il percorso verso l’autonomia strategica e rafforzare le proprie capacità di difesa per compensare il vuoto lasciato dal contingente USA.
Governo Merz sotto accusa
Il caso sta alimentando anche lo scontro politico interno in Germania. Sarah Nanni (Verdi) ha criticato il Cancelliere Friedrich Merz per la sua linea incerta nei confronti di Washington, chiedendo una risposta coordinata a livello europeo per mostrare quanto gli stessi Stati Uniti dipendano dall’Europa per i propri interessi.
La variabile elettorale
Dalla CDU, l’esperto Jurgen Hardt suggerisce che la mossa di Trump sia dettata da calcoli di politica interna: con i sondaggi in calo in vista delle elezioni di metà mandato di novembre, il leader americano starebbe usando il ritiro delle truppe come leva elettorale, mettendo però a rischio la credibilità della dottrina della deterrenza sul suolo europeo.
Attualmente, con 38.000 militari, la Germania ospita il più grande contingente statunitense in Europa. La decisione del Pentagono di ridurre questa presenza entro i prossimi 6-12 mesi segna un punto di rottura senza precedenti nelle relazioni transatlantiche.
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