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RISIKO, TURCO (M5S): INTERROGAZIONE SU MAXIOPERAZIONE BANCHE-DELFIN
*RISIKO, TURCO (M5S): INTERROGAZIONE SU MAXIOPERAZIONE BANCHE-DELFIN*
Roma, 29 aprile. "Il risiko bancario-finanziario non è affatto finito e promette ulteriori ricadute sul Paese che devono essere affrontate con massima trasparenza, rigore e attenzione da parte del Governo. Il Movimento 5 Stelle ha presentato un'interrogazione sui riflessi della maxioperazione banche-Delfin, a seguito della quale Leonardo Maria Del Vecchio si vedrebbe concesso un prestito del colossale importo di 11 miliardi di euro per salire al 37,5% di Delfin, la cassaforte di famiglia. Le risorse, messe a disposizione da un gruppo di banche tra cui UniCredit, Crédit Agricole e BNP Paribas, verrebbero utilizzate da Del Vecchio junior per acquistare due quote del 12,5% ciascuna attualmente in capo a due suoi fratelli. Secondo quanto emerge, alla restituzione del maxiprestito, del valore pari a circa mezza Legge di bilancio dello Stato italiano, contribuirebbero gli utili futuri di Delfin e quelli derivanti dalle partecipazioni detenute dalla holding. E qui emerge il nodo centrale: la holding della famiglia Del Vecchio è primo azionista di Banca Monte dei Paschi di Siena con il 17,5%, società al centro del risiko bancario; è di fatto primo azionista di Assicurazioni Generali, per il combinato disposto della quota Mps e di una partecipazione diretta del 10%; è inoltre azionista di UniCredit con il 2,7%, altra società protagonista del risiko e peraltro finanziatrice dell'operazione in questione. Risulta inoltre che questa enorme operazione di finanziamento possa risultare in parte sottratta alle possibilità di pieno approfondimento e verifica da parte delle autorità italiane, stante la sede legale di Delfin in Lussemburgo. Il M5S ha quindi depositato un'interrogazione per chiedere al Ministero dell'Economia, che tra l'altro ha ceduto alcuni pacchetti di Mps proprio a Delfin nell'ambito della scalata a Mediobanca e Generali, e al Ministero delle Imprese, alcuni fondamentali chiarimenti: se siano state avviate interlocuzioni con Banca d'Italia, CONSOB, IVASS e con le competenti autorità europee; se siano stati valutati eventuali rischi di concentrazione dell'esposizione creditizia verso un singolo soggetto economico o gruppo di interesse; se risultino approfonditi i possibili conflitti di interesse; se siano note le caratteristiche delle eventuali garanzie, pegni o altri meccanismi di protezione previsti in favore degli istituti finanziatori; se il Governo ritenga che un rimborso fondato in misura significativa sui dividendi delle partecipate, per natura aleatori, possa determinare pressioni sulle politiche distributive o sugli assetti di governance di società quali Mps, Generali e UniCredit; quali iniziative intenda assumere affinché il mercato del credito garantisca equilibrio e imparzialità tra grandi operazioni finanziarie e accesso al credito di famiglie e piccole e medie imprese". Lo comunica Mario Turco, vicepresidente del M5S e componente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario.
(AGENPARL)