(AGENPARL) - Roma, 29 Aprile 2026 - DDL MARE: IARIA (M5S), VOTIAMO CONTRO PROVVEDIMENTO SENZA STRATEGIA CHE IGNORA CRITICITÀ REALI
Roma, 29 apr. – Il ddl per la valorizzazione della risorsa mare non costruisce una vera politica nazionale del mare e lascia aperti nodi concreti che stanno già producendo conflitti nei territori. Un testo che coordina materie diverse senza trasformarle in una strategia pubblica capace di mettere al centro tutela ambientale, qualità della progettazione e lavoro. Per questo voteremo contro questo provvedimento". Così in aula il deputato Antonino Iaria, capogruppo M5S in commissione Trasporti, durante la dichiarazione di voto sul ddl mare. "Alla Camera il testo è arrivato chiuso – continua – con proposte emendative respinte anche quando tecniche e condivise con operatori e territori. Il caso del porto di Catania è emblematico. L'ampliamento presenta criticità rilevanti sulla valutazione ambientale, sulla pianificazione strategica di sistema e sulla tutela di aree di grande valore come la Scogliera dell'Armisi e la foce dell'Acquicella. Ci sono ricorsi e contestazioni che non possono essere liquidati come questioni locali, perché sono il segnale di una progettazione accelerata senza adeguata qualità, trasparenza e partecipazione. Sul fronte della nautica e del trasporto passeggeri e merci, emergono poi scelte di deregolazione che creano zone grigie. Nella laguna di Venezia si apre a semplificazioni che rischiano di comprimere sicurezza, controlli e corrette condizioni di concorrenza. È un punto segnalato anche da esponenti della stessa maggioranza. Quando le regole diventano ambigue si penalizzano gli operatori seri e si espone un ecosistema fragile a pressioni ulteriori. Il provvedimento resta debole anche su lavoro e competenze. Non affronta con decisione sicurezza, formazione e qualità dell'occupazione nei settori della blue economy. Non chiarisce in modo efficace i confini tra attività professionali e occasionali nella nautica e nelle attività subacquee, lasciando spazio a incertezza normativa. Senza regole chiare e valutazioni ambientali solide si producono conflitti, costi pubblici e danni ai territori. Serviva una strategia che tenesse insieme porti, città, ambiente e logistica, che investisse sulla conoscenza degli ecosistemi e sulla qualità progettuale – conclude Iaria – e questo provvedimento non lo fa".