(AGENPARL) - Roma, 28 Aprile 2026 - FISCO, TURCO (M5S): "IL DFP DEMOLISCE CONCORDATO, ROTTAMAZIONI E RECUPERO EVASIONE
Roma, 28 aprile. "Il Documento di finanza pubblica certifica il fallimento della propaganda fiscale del Governo Meloni. Tutti i nuovi strumenti che l'esecutivo aveva presentato come decisivi per rafforzare il gettito, contrastare l'evasione e modernizzare il rapporto tra fisco e contribuenti vengono, nei fatti, demoliti o ridimensionati dallo stesso DFP. Il concordato preventivo biennale non viene neppure considerato una leva qualificante del recupero ordinario di gettito. Le rottamazioni restano misure straordinarie, prive di valore strutturale. E le stesse previsioni di recupero dell'evasione fiscale sono modeste e ben lontane dal cambio di passo annunciato. Il punto politico è chiarissimo: il Governo aveva venduto il concordato preventivo biennale come uno strumento capace di inaugurare una nuova stagione fiscale. Ma il DFP lo smentisce, perché lo esclude esplicitamente, insieme alle rottamazioni e ad altre definizioni agevolate, dall'indicatore che misura il maggior gettito da attività ordinaria di prevenzione e controllo. Tradotto: il Governo stesso, nei suoi atti ufficiali, non considera il concordato una vera leva strutturale di rafforzamento delle entrate. Lo stesso vale per le rottamazioni. Il DFP registra nel 2025 entrate da misure straordinarie per 2,9 miliardi, in particolare da rottamazione delle cartelle e pagamenti residui delle liti pendenti, ma si tratta di incassi una tantum, peraltro in calo del 17% rispetto al 2024. Anche su questo terreno cade la favola del Governo: le rottamazioni non sono una strategia fiscale, ma solo un espediente temporaneo con rendimenti decrescenti. E della cosiddetta rottamazione quinquies, che tanta propaganda ha accompagnato, nel DFP non emerge alcun ruolo autonomo e significativo sul piano del rafforzamento strutturale del gettito. Infine, sul recupero dell'evasione fiscale, i numeri del DFP parlano da soli. La base di riferimento è pari a 14 miliardi nel 2024 e gli obiettivi fissati dal Governo sono un aumento del 5 per cento entro il 2027 e del 10 per cento entro il 2029, senza dire con quali nuovi strumenti. Vale a dire un recupero aggiuntivo limitato e incerto, che conferma l'assenza di una vera svolta contro l'evasione fiscale dove ogni anno sfuggono al fisco oltre 80 miliardi di euro. Altro che rivoluzione fiscale: siamo davanti a una riforma fiscale già fallita che fa acqua da tutte le parti, all'indomani della sua approvazione". Lo dichiara il vicepresidente M5S, sen. Mario Turco, componente della commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche.