(AGENPARL) - Roma, 28 Aprile 2026 - Si è svolto stamani, presso la Sala Gialla "Piersanti Mattarella"
dell'Assemblea Regionale Siciliana, il convegno "Giustizia riparativa,
memoria, opportunità, prospettive", promosso nell'ambito delle iniziative
volte a diffondere un modello di giustizia più inclusivo e orientato alla
ricostruzione dei legami sociali.
Erano presenti, tra gli altri, il sindaco Roberto Lagalla, il Presidente
del Tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini e l'assessore alle Politiche
sociali, Mimma Calabrò.
"Nel corso della giornata – si legge in una nota dell'assessorato alle
Politiche sociali – sono stati approfonditi i principi e le applicazioni
della giustizia riparativa, con particolare attenzione ai percorsi di
responsabilizzazione e alle opportunità di reintegrazione sociale. Ampio
spazio è stato dedicato anche alla presentazione dei risultati e dei dati
relativi alle attività del Centro per la Giustizia Riparativa, coordinato
dalla dottoressa Dorotea Passantino, che può contare su oltre vent'anni di
esperienza sul campo".
"Questo percorso non nasce oggi, ma si rafforza grazie agli accordi già
siglati, a partire dal protocollo sottoscritto dal Comune di Palermo con il
Ministero della Giustizia nel 2025", ha dichiarato il sindaco Roberto
Lagalla. "Un'intesa che ci consente di strutturare in modo stabile
attività, servizi e programmi di giustizia riparativa su tutto il
territorio del distretto della Corte d'Appello di Palermo. Parliamo di
interventi concreti che coinvolgono comunità, istituzioni, Università e
terzo settore, con l'obiettivo di favorire il dialogo tra autore e vittima
e ricostruire legami sociali. Palermo si candida così a essere un
laboratorio avanzato di buone pratiche, capace di coniugare legalità e
inclusione. Continueremo su questa strada, consolidando una rete che già
oggi produce risultati significativi per la coesione sociale e la sicurezza
condivisa".
"Quella di oggi – commenta Mimma Calabrò – non è solo una riflessione
teorica, ma la dimostrazione concreta che un modello di giustizia diverso è
già possibile. La giustizia riparativa non sostituisce la pena, ma la
affianca, dando spazio alla responsabilità e alla ricostruzione dei legami
sociali. La sinergia tra Comune, Università, istituzioni e terzo settore
rappresenta un punto d'eccellenza a livello nazionale. In particolare, il
contributo di realtà come la Fondazione Don Calabria, Spondè ETS e
l'Istituto Valdese dimostra come sia possibile tradurre questi principi in
azioni concrete e risultati tangibili per la comunità. È da esperienze come
questa – conclude l'assessore – che vogliamo continuare a investire per
costruire una cultura della giustizia più vicina alle persone, capace di
generare valore sociale e offrire reali opportunità di cambiamento. Il
convegno ha infatti confermato la crescente attenzione verso modelli di
giustizia innovativi, capaci di andare oltre la dimensione punitiva per
promuovere percorsi di consapevolezza, responsabilità e coesione sociale".
Fabio Citrano
