(AGENPARL) - Roma, 27 Aprile 2026 - Lo scontro retorico tra Iran e Stati Uniti si intensifica, mentre emergono nuove tensioni sul controllo delle rotte energetiche globali. Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha respinto le dichiarazioni del presidente Donald Trump, secondo cui Washington “ha tutte le carte in mano”.
In un messaggio pubblicato su X, Ghalibaf ha sostenuto che Teheran mantiene ancora leve strategiche significative, soprattutto nel settore energetico, e ha delineato una sorta di “equazione” tra domanda e offerta per dimostrare l’equilibrio tra le due potenze.
“Non tutte le carte sono state giocate”
“Si vantano delle carte. Vediamo: carte di offerta uguali carte di domanda”, ha scritto Ghalibaf, spiegando che gli Stati Uniti avrebbero già utilizzato gran parte dei propri strumenti, mentre l’Iran conserva ancora opzioni rilevanti.
Tra queste, il leader iraniano ha indicato lo Stretto di Hormuz come “parzialmente sfruttato”, lasciando intendere che il suo pieno utilizzo potrebbe avere impatti globali. Ha inoltre citato lo Stretto di Bab al-Mandeb e le infrastrutture di oleodotti come risorse ancora “non sfruttate”.
Pressione sul mercato energetico globale
Secondo Ghalibaf, Washington avrebbe già fatto ricorso alle riserve strategiche di petrolio e a politiche di contenimento della domanda, trovandosi ora in una posizione più limitata in attesa di eventuali aggiustamenti dei prezzi.
Il presidente del Parlamento iraniano ha anche sottolineato come la domanda energetica stagionale, legata ai viaggi estivi negli Stati Uniti, potrebbe ridurre ulteriormente i margini di manovra americani.
Il contesto: negoziati e tensioni regionali
Le dichiarazioni arrivano dopo che Trump ha annunciato la cancellazione di una missione diplomatica in Pakistan, dove erano previsti colloqui tra funzionari statunitensi e iraniani per cercare una soluzione al conflitto.
“Noi abbiamo tutte le carte in mano, loro nessuna”, aveva dichiarato Trump, ribadendo la posizione di forza degli Stati Uniti.
I negoziati, mediati dal Pakistan, mirano a porre fine alla guerra iniziata il 28 febbraio e a ripristinare la libera navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale attraverso cui transita circa un quinto delle forniture energetiche mondiali.
Un equilibrio fragile
Attualmente è in vigore un cessate il fuoco entrato in vigore il 9 aprile, dopo oltre un mese di intensi scontri. Tuttavia, la situazione resta estremamente delicata.
Il controllo iraniano dello Stretto di Hormuz continua a rappresentare una leva strategica fondamentale, con potenziali ripercussioni su scala globale in caso di escalation.
Le parole di Ghalibaf evidenziano come, nonostante le pressioni internazionali, Teheran intenda mantenere una posizione negoziale forte, lasciando intendere che la partita tra Iran e Stati Uniti sia tutt’altro che conclusa.