(AGENPARL) - Roma, 26 Aprile 2026 - La stabilità dell’Iran non passa solo dalle armi, ma dalla coesione interna. È questo il messaggio lanciato da Gholamhossein Mohseni Ejei, Capo della Magistratura iraniana, durante un incontro con alti funzionari giudiziari. Secondo Ejei, la “voce unificata” del popolo iraniano ha lasciato i nemici frustrati e impotenti, trasformando l’unità nazionale in una barriera insormontabile contro le interferenze esterne.
Il fallimento della “divisione”
Ejei ha sottolineato come i tentativi dei nemici di dividere la società iraniana siano l’ultima spiaggia dopo il fallimento di aggressioni militari, guerre e negoziati. “Il nemico cerca di ottenere attraverso il disaccordo ciò che non ha ottenuto con la guerra”, ha avvertito, definendo però tali sforzi come “futili”.
La trappola della “Guerra Cognitiva”
Un passaggio chiave del discorso di Ejei ha riguardato la cosiddetta “guerra cognitiva”. Secondo il capo della magistratura, gli Stati Uniti e Israele avrebbero basato i loro recenti attacchi su calcoli errati, convinti da una narrazione distorta che dipingeva la Repubblica Islamica come isolata e priva di supporto popolare. “Il nemico è caduto nella trappola dei suoi stessi errori di calcolo”, ha affermato Ejei, ribadendo che la forza del Paese risiede nella fedeltà alle linee guida del Leader della Rivoluzione, l’Ayatollah Seyed Mojtaba Khamenei.
Verso un Iran più forte
Il percorso verso un “Iran più forte” passa inevitabilmente per l’unità tra i diversi segmenti della società, un elemento che Ejei ha indicato come fondamentale per neutralizzare definitivamente ogni tentativo di destabilizzazione interna coordinato dall’esterno.
https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/04/26/3575472/enemy-frustrated-by-iran-s-unity-top-judge
