(AGENPARL) - Roma, 26 Aprile 2026 - Mentre il blocco dello Stretto di Hormuz mette in ginocchio l’economia agricola globale e i Paesi in via di sviluppo, i due attori principali al tavolo dei negoziati, Stati Uniti e Iran, restano in una posizione di relativa sicurezza. Secondo Mark Kimmitt, ex assistente segretario di Stato USA, la mancanza di una pressione diretta sui due “pesi massimi” è il vero ostacolo a una risoluzione rapida.
I fattori dell’immobilismo:
• Autosufficienza: Gli Stati Uniti, grazie alla propria produzione di idrocarburi, sono ampiamente protetti dagli shock petroliferi derivanti dal blocco.
• Resilienza iraniana: Teheran, abituata a decenni di isolamento e sanzioni, non considera l’attuale situazione un’emergenza tale da modificare la propria linea strategica.
• Il conto ai terzi: A subire le conseguenze reali — dalla carenza di fertilizzanti alla crisi alimentare in Africa — sono i Paesi che non hanno voce al tavolo negoziale.
