(AGENPARL) - Roma, 24 Aprile 2026 - «Questo governo porta in Aula un decreto che di sicurezza ha soltanto il nome, il quarto di questa legislatura, e lo fa sapendo di doverlo correggere poche ore dopo con un nuovo provvedimento del Consiglio dei ministri. Un testo che nasce azzoppato dalla consapevolezza dei propri vizi è la certificazione di un fallimento politico che ricade ogni giorno sulla vita dei cittadini», dichiara Sergio Costa, Vicepresidente della Camera dei Deputati.
«Le Camere sono state piegate a una procedura senza precedenti: fiducia posta per soffocare qualsiasi confronto nel merito, seduta protratta tutta la notte per rispettare una scadenza che l’esecutivo stesso ha reso critica, e infine l’imposizione di votare un articolo sui rimpatri volontari che il Quirinale ha segnalato come costituzionalmente problematico, perché trasformava la funzione difensiva dell’avvocato in uno strumento al servizio delle politiche migratorie del governo. Di fronte ai rilievi del Colle, la risposta è stata proseguire e rimandare la correzione a un decreto successivo: una catena di forzature che svuota di senso il lavoro parlamentare», prosegue Costa.
«Le urgenze vere, nel frattempo, restano senza risposta: il salario minimo negato, le famiglie in povertà energetica abbandonate a interventi tampone, il costo dei carburanti fuori controllo. Sono queste le questioni su cui il Paese chiede risposte strutturali, e su cui continuerò a impegnare ogni strumento istituzionale a mia disposizione», conclude Costa.