(AGENPARL) - Roma, 23 Aprile 2026 - Le dimissioni del Segretario della Marina statunitense, John C. Phelan, sarebbero il risultato di mesi di tensioni interne al Dipartimento della Difesa. Secondo quanto riportato dal The Wall Street Journal, il passo indietro di Phelan è stato preceduto da un lungo e crescente conflitto con il capo del Pentagono, Pete Hegseth.
Fonti citate dal quotidiano parlano di un clima sempre più teso ai vertici militari, alimentato anche dal rapporto diretto e privilegiato che Phelan intratteneva con il presidente Donald Trump. L’ex segretario della Marina, infatti, avrebbe avuto contatti frequenti con Trump, incontrandolo regolarmente nel resort di Mar-a-Lago e mantenendo comunicazioni dirette anche durante la notte.
Una vicinanza che, secondo le indiscrezioni, avrebbe irritato sia Hegseth sia il suo vice, Steve Feinberg, contribuendo a incrinare i rapporti interni. Le tensioni sarebbero esplose in modo evidente lo scorso autunno, quando Phelan avrebbe presentato direttamente a Trump un progetto per la costruzione di una nuova nave da guerra, bypassando la catena di comando del Pentagono.
Questo episodio avrebbe segnato un punto di rottura nei rapporti tra il Segretario della Marina e i vertici della Difesa, accentuando un conflitto già in corso da mesi. Il ruolo del Segretario della Marina, pur non appartenendo al gabinetto presidenziale, resta infatti centrale nella gestione delle risorse finanziarie e nel supporto logistico delle forze navali, rendendo fondamentale il coordinamento con il Pentagono.
Phelan, imprenditore e fondatore di diverse società di investimento, era stato confermato dal Senato il 25 marzo 2025 e aveva assunto l’incarico poco dopo. Le sue dimissioni, annunciate ufficialmente dal portavoce del Pentagono Sean Parnell, arrivano quindi in un contesto segnato da tensioni politiche e divergenze strategiche ai massimi livelli della difesa statunitense.
L’episodio evidenzia ancora una volta le complesse dinamiche di potere all’interno dell’amministrazione americana, dove relazioni personali, visioni strategiche e catene di comando possono entrare in collisione con conseguenze rilevanti per la governance militare.