(AGENPARL) - Roma, 23 Aprile 2026 - “La narrazione di Meloni e Giorgetti risanatori dei conti era farlocca sin dall’inizio. E dopo l’uscita dei dati Eurostat, e del Documento di finanza pubblica, viene definitivamente disintegrata. L’affossamento della crescita per quattro anni consecutivi, come abbiamo ripetuto fino alla nausea, ha fatto sballare ogni parametro, con un debito pubblico in aumento. Cade anche il residuo storytelling del Giorgetti grande ‘tagliatore’ del deficit, visto che l’unico abbattimento secco del deficit stesso, dal 7,1% del 2023 al 3,4% del 2024, è stato ottenuto con un trucchetto contabile avallato da Istat ed Eurostat, ovvero la classificazione come ‘pagabili’ dei crediti d’imposta edilizi fino al 2023 e come ‘non pagabili’ dal 2024 in poi. Questo ha fatto sì che la maggior parte degli effetti dei bonus edilizi sia stata scaricata da Giorgetti negli anni passati fino al 2023, con un effetto del tutto residuale dal 2024 in poi. Altro che colpa del Superbonus. Tutto il resto lo ha fatto l’austerità di una premier e di un ministro dell’economia che hanno inasprito la Legge Fornero, hanno accettato un Patto di stabilità da 12 miliardi di tagli e nuove tasse l’anno, hanno alzato l’Iva sui prodotti essenziali, hanno alzato le accise sul gasolio, hanno promosso una sciagurata moderazione salariale, hanno tagliato una quantità sterminata di agevolazioni fiscali sulla casa, hanno applicato tagli feroci ai ministeri, persino nel Dl accise, hanno scritto, riscritto, tagliato e fatto volutamente fallire ogni piano di investimento per le imprese, come dimostra la vicenda di Transizione 5.0. Giorgetti, consapevole di tutto questo, ha legato la sua residua credibilità alla folle corsa, a ogni costo, sotto il 3% nel 2025. E ha fallito, perché tutto questo ha portato alla crescita zero e a far sballare i parametri di deficit e debito. La realtà è che non c’era nulla da risanare in un Paese che Meloni ha ereditato con una crescita cumulata nel biennio 2021-2022 del 14% e con un debito pubblico che a fine 2023 (133,9%) era tornato sotto il debito del 2019, anno pre-pandemico, con un abbattimento di oltre 20 punti. Bisognava solo proteggere quella crescita ereditata con una sapiente messa a terra del Pnrr e il giusto aumento della spesa pubblica per accompagnare gli obiettivi del Pnrr. Invece niente, è stato un fallimento su tutta la linea. Giorgetti, a maggior ragione dopo aver ammesso che anche i numeri inseriti nel Dfp sono ballerini, dovrebbe trarne le conseguenze”. Lo comunicano in una nota i parlamentari M5S delle Commissioni bilancio e finanze di Camera e Senato.
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