(AGENPARL) - Roma, 22 Aprile 2026 - . “Oggi Eurostat, nel confermare che il deficit/Pil italiano del 2025 si mantiene al di sopra del 3%, ha detto una cosa molto più grave della conseguente, mancata uscita dell’Italia dalla procedura d’infrazione. In realtà Eurostat ha detto una cosa che travolge tutto. Poco sarebbe cambiato, infatti, tra il 3,1% e il 2,99%, visto il catastrofico azzeramento della crescita a cui il Governo ha inchiodato il Paese con la firma del Patto di stabilità e tutte le politiche di austerità che l’hanno accompagnato. Elevare a fine il famoso avanzo primario, ovvero la differenza tra entrate e uscite dello Stato al netto degli interessi sul debito, è stato l’errore concettuale e filosofico di cui Meloni e il ministro Giorgetti dovranno rispondere. Giorgetti ha sperato fino all’ultimo di salvarsi la faccia e di appuntarsi la coccarda di risanatore dei conti, non curandosi neanche del costo al quale stava perseguendo questo obiettivo contabile e ragionieristico. Alla fine, polverizzando la crescita, il titolare del Mef ha fatto sballare anche gli obiettivi di debito e deficit. Ma in realtà ha fatto qualcosa di enormemente più grave: ha inflitto al Paese anni di stagnazione, di crollo della produzione industriale, di sciagurata moderazione salariale. Tutto è stato fatto sull’altare di quell’austerità che, come sempre, alla fine non ha permesso nemmeno di raggiungere gli obiettivi contabili minimi. Adesso Esecutivo e maggioranza faranno partire la solita litanìa: è colpa del Superbonus, dei benzinai, della brigata Wagner, della Lagarde, del volo degli uccelli e dei fondi di caffè. La colpa in realtà è solo loro e questo oggi ci dice Eurostat, nient’altro: è la debacle economica di un Governo ormai a rotoli”. Lo comunicano in una nota i parlamentari M5S delle Commissioni bilancio, finanze e attività produttive di Camera e Senato.