(AGENPARL) - Roma, 21 Aprile 2026 - Mentre si rincorrono voci non confermate sulla partenza del Vicepresidente USA JD Vance per il Pakistan, l’Iran risponde con un manifesto di guerra. La Tasnim pubblica l’altolà dei generali: “Trump è un illuso, siamo pronti alla risposta immediata”.
Il deserto diplomatico di Islamabad si trasforma in un teatro di scontro frontale tra la narrazione della Casa Bianca e la realtà d’acciaio di Teheran. Mentre fonti internazionali e media israeliani insistono sulla partenza imminente del Vicepresidente statunitense JD Vance — diretto in Pakistan insieme a Jared Kushner per un estremo tentativo di tregua — l’agenzia ufficiale iraniana Tasnim pubblica una nota che distrugge ogni illusione di una “resa” imminente.
Il muro di Tasnim: “Nessuna distorsione della realtà”
Nonostante i “si dice” su un possibile ammorbidimento iraniano, il Generale Ali Abdollahi, comandante del quartier generale centrale di Khatam al-Anbia, ha usato parole di una gravità inaudita attraverso i canali della Tasnim. Ha definito il Presidente degli Stati Uniti un “bugiardo e illuso”, avvertendo che l’Iran non permetterà a Washington di fabbricare “false narrazioni” sulla situazione sul campo.
“Le forze armate iraniane rimangono unite sotto la piena guida del Leader della Rivoluzione Islamica, Ayatollah Seyed Mojtaba Khamenei, e sono pronte a rispondere in modo decisivo, conclusivo e immediato a qualsiasi minaccia”, si legge nel comunicato. Una dichiarazione che sposta l’asse del potere: non è il tavolo di Islamabad a dettare l’agenda, ma la prontezza missilistica dell’IRGC.
Lo scacco allo Stretto di Hormuz
Il punto di rottura resta il blocco navale. Se da una parte si rincorrono le voci sul volo di Vance, dall’altra Tasnim ribadisce che l’Iran non accetterà provocazioni nello Stretto di Hormuz. Abdollahi ha chiarito che Teheran agisce da una “posizione di superiorità” e che ogni violazione degli impegni da parte americana riceverà una risposta “proporzionata e immediata”.
Il giallo di Islamabad
A Islamabad, intanto, l’atmosfera è surreale. Ci sono 20.000 poliziotti schierati e una logistica imponente per un incontro che, stando alle parole dei generali iraniani, rischia di nascere morto. Se Vance dovesse atterrare senza trovare una delegazione iraniana pronta a firmare, il fallimento della “diplomazia dei social” di Trump sarebbe totale.
La tregua scade domani sera. Tra i “si dice” di Washington e le minacce concrete della Tasnim, il mondo resta col fiato sospeso: la parola potrebbe passare definitivamente alle armi prima ancora che Vance tocchi il suolo pachistano.
