(AGENPARL) - Roma, 21 Aprile 2026 - (AGENPARL) – Roma, 21 Aprile 2026
*Si inoltra dichiarazione del consigliere Francesco Miceli, capogruppo di
Progetto Palermo”GG*
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*“NON SVENDERE IL PATRIMONIO PUBBLICO MA ATTIVARE PROGETTI DI RECUPERO
URBANO E SOCIALE”*
«A breve, come ogni anno, il Consiglio Comunale sarà chiamato a
pronunciarsi sul “Piano delle Alienazioni”, ovvero un elenco di immobili di
proprietà pubblica che il Comune intende vendere e/o dismettere.
Questo patrimonio edilizio pubblico, di proprietà comunale, è per gran
parte ubicato nel Centro Storico di Palermo.
Così come denunciato ogni anno, appare inverosimile e contradditorio che il
Comune intenda privarsi di immobili, seppur in condizioni di notevole
degrado, che andrebbero opportunamente recuperati per sviluppare politiche
abitative ed in particolare per far fronte alle condizioni di disagio
sociale largamente presenti nella nostra città. L’epifenomeno di questo
profondo malessere, come emerge dalle cronache cittadine, è dato
dall’occupazione abusiva ed illegittima di abitazioni di ERP, governata
quasi sempre dalla criminalità organizzata. Ma non solo, gli ultimi dati
ISTAT disponibili ci dicono che 15 quartieri dei vecchi 25 vivono gravi
condizioni di disagio economico e sociale e tra questi si annoverano i
mandamenti del centro storico ed in particolare i mandamenti Palazzo Reale
e Monte di Pietà.
Il patrimonio edilizio comunale, quindi, può essere impiegato in politiche
urbane volte a dare risposte anche alle giovani coppie, agli anziani, agli
studenti ed in particolare a chi vive condizioni precarie e di povertà.
Politiche abitative e servizi sociali di prossimità (di questi c’è un
grande bisogno) in grado di attivare processi sostenibili di rigenerazione
urbana e di sperimentare forme di cohousing e di co-working. Un modo per
passare, almeno una volta, dalle parole ai fatti, non rassegnandoci ad un
futuro del *Centro Storico* fatto esclusivamente di B&B, case vacanze e
villaggi enogastronomici che hanno aumentato le condizioni di degrado e di
insicurezza, mortificando il nostro patrimonio storico (vedi le attuali
condizioni di via Maqueda) con buona pace dell’UNESCO la cui dichiarazione
di patrimonio mondiale dell’umanità del percorso Arabo – Normanno sembra
ormai lontana anni luce.
Nel Piano delle alienazioni, da una valutazione speditiva, ho ricavato
circa 112 immobili che potrebbero essere oggetto di interventi di recupero
attraverso progetti di rigenerazione urbana, di cui si parla spesso a
sproposito, e in attesa che il Governo Nazionale – che nel frattempo ha
fatto diversi annunci senza mai approdare a nulla di concreto, pare che
siano impegnati ed ossessionati dai temi della remigrazione intrise di
formule apertamente razziste – si attivi come più volte dichiarato per
varare le norme e stanziare i fondi per un “Piano Casa” per far fronte al
fabbisogno abitativo con particolare riferimento alle aree metropolitane.
Quindi non svendere il patrimonio edilizio pubblico, ma destinarlo a
politiche di riqualificazione e rigenerazione urbana e sociale, per fare
qualcosa di utile e di buono per la città e per riconquistare un ruolo
politico e culturale che in questi anni a Palermo è andato perduto».
(AGENPARL)
