(AGENPARL) - Roma, 20 Aprile 2026 - A poche settimane dalle elezioni del 2026, l’Ungheria entra in una fase decisiva della transizione politica. Il leader del partito Tisza e futuro primo ministro Péter Magyar ha annunciato a Budapest i primi sette ministri del nuovo esecutivo, delineando al contempo l’architettura completa di un governo che dovrebbe contare 16 dicasteri.
L’annuncio è avvenuto durante una conferenza stampa successiva alla prima riunione del gruppo parlamentare del partito, che rappresenta oltre il 70% dell’Assemblea nazionale, configurandosi come la più ampia maggioranza degli ultimi decenni.
Tra i nomi resi noti figurano figure tecniche e professionisti interni al partito. Alla guida del ministero degli Esteri è stata indicata Anita Orbán, mentre il dicastero delle Finanze sarà affidato a András Kármán. Il ministero dell’Economia e dell’Energia andrà a István Kapitány, mentre la Sanità sarà guidata da Zsolt Hegedűs.
Tra gli altri incarichi annunciati figurano László Gajdos all’Ambiente e qualità della vita, Romulusz Ruszin-Szendi alla Difesa e Szabolcs Bóna all’Agricoltura e all’economia alimentare.
Magyar ha sottolineato che tutti i candidati hanno accettato l’incarico e che ulteriori nomine saranno annunciate nei prossimi giorni.
Il futuro esecutivo includerà, oltre ai dicasteri già citati, ministeri dedicati a Interno, Giustizia, Trasporti e investimenti, Istruzione, Affari sociali, Sviluppo rurale, Affari digitali e tecnologia, Cultura (con competenze su sport, media, chiese e società civile) e un ufficio del primo ministro.
Magyar ha chiarito che non esisteranno “ministeri capi”, ma ogni settore strategico sarà affidato a un ministro dedicato, in linea con una visione più funzionale e meno centralizzata del potere.
Secondo il leader di Tisza, il nuovo governo potrebbe essere formalmente costituito entro tre settimane. La sessione inaugurale del Parlamento, durante la quale il premier presterà giuramento, è prevista intorno al 9-10 maggio. Successivamente, i candidati ministri saranno ascoltati dalle commissioni parlamentari.
Parallelamente, verrà presentata la struttura definitiva delle commissioni, modellata sulla nuova organizzazione governativa.
Uno dei temi centrali dell’intervento di Magyar è stato il cambiamento dello stile politico. “I rappresentanti non saranno semplici pulsanti da premere”, ha affermato, sottolineando la volontà di valorizzare competenze reali e autonomia decisionale.
Il gruppo parlamentare include numerosi volti nuovi, elemento che il leader considera un vantaggio per introdurre una cultura politica basata su dialogo, professionalità e rispetto reciproco.
Un segnale forte arriva anche dalla nomina di Ágnes Forsthoffer a Presidente dell’Assemblea nazionale e di Andrea Bujdosó come capogruppo parlamentare. Entrambe hanno sottolineato l’importanza di ricostruire la fiducia pubblica e promuovere una politica inclusiva e trasparente.
La presenza di 44 donne nel gruppo parlamentare rappresenta un cambiamento significativo nella rappresentanza politica ungherese.
Magyar ha indicato tra le priorità del futuro governo il rafforzamento del sistema educativo, il recupero dei fondi europei e la stabilità economica. Ha fissato come obiettivo il recupero di almeno 10,4 miliardi di euro del Fondo per la ripresa e la resilienza entro agosto.
Tra le misure previste figurano aumenti degli assegni familiari, sostegni scolastici, riduzioni fiscali e incrementi delle pensioni, da introdurre gradualmente.
Il futuro premier ha promesso una forte azione contro la corruzione, con l’istituzione di un organismo indipendente per il recupero dei beni pubblici. Ha inoltre annunciato che le prime settimane di governo saranno dedicate a rendere pubblica la situazione reale del Paese, definita “devastante” sotto il profilo finanziario.
Magyar ha anche criticato duramente l’operato del precedente governo guidato da Viktor Orbán, accusandolo di aver compromesso l’accesso ai fondi europei e aggravato il debito pubblico.
Sul piano internazionale, il leader di Tisza ha ribadito l’intenzione di rafforzare i rapporti con l’Unione europea e di mantenere l’Ungheria all’interno della Corte penale internazionale.
Ha inoltre invitato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a collaborare sulla riapertura dell’oleodotto Druzhba, sottolineando che l’Europa non accetterebbe pressioni politiche su questioni energetiche.
Magyar si è detto aperto a una riforma costituzionale, da sviluppare attraverso un lungo processo partecipativo e potenzialmente confermata da referendum. Tuttavia, ha precisato che le priorità immediate riguardano la stabilità economica e istituzionale.
Ha inoltre promesso maggiore libertà per la stampa in Parlamento e un sistema mediatico più pluralista, criticando il ruolo dominante di strutture come la KESMA.
Secondo il responsabile della campagna Péter Tóth, il partito Tisza ha vinto in 96 collegi su 106, superando il partito di governo Fidesz in tutte le contee. L’affluenza ha raggiunto circa l’80%, un dato record attribuito a una mobilitazione capillare e a un forte coinvolgimento della società civile.
Con una maggioranza solida, una squadra di governo in via di definizione e un programma ambizioso, Péter Magyar si prepara a guidare una delle più profonde trasformazioni politiche dell’Ungheria contemporanea. La sfida ora sarà tradurre le promesse di rinnovamento in risultati concreti, mantenendo la fiducia di un elettorato che ha chiesto chiaramente un cambiamento di rotta.
