(AGENPARL) - Roma, 20 Aprile 2026 - Un alto esponente del Patriarcato latino di Gerusalemme ha condannato con fermezza la distruzione di una statua di Gesù Cristo nel sud del Libano, attribuita a un soldato israeliano, definendo l’episodio un grave affronto al rispetto religioso.
Il vescovo ausiliare William Shomali ha parlato di un “atto vergognoso e disonorevole”, denunciando quanto accaduto nella città di Debel, nella provincia di Nabatieh. L’episodio è stato confermato dall’esercito israeliano, che ha riconosciuto il coinvolgimento di uno dei propri militari.
La vicenda è emersa dopo un’inchiesta del quotidiano Haaretz, che aveva riportato la notizia della distruzione della statua, suscitando reazioni a livello internazionale.
Intervenendo all’agenzia Anadolu, Shomali ha sottolineato che l’atto rappresenta non solo un’offesa ai simboli religiosi, ma anche una violazione del diritto internazionale umanitario. “Quello che abbiamo visto è disprezzo per le religioni. È assolutamente inaccettabile e non deve essere tollerato”, ha dichiarato.
L’episodio si inserisce in un contesto regionale già segnato da forti tensioni e rischia di alimentare ulteriori divisioni, soprattutto in aree dove la convivenza tra diverse comunità religiose è particolarmente delicata.
Le autorità religiose e civili sono ora chiamate a chiarire le responsabilità e a evitare che simili gesti possano compromettere ulteriormente il fragile equilibrio della regione.