(AGENPARL) - Roma, 13 Aprile 2026 - Mentre l’agenda politica è monopolizzata dalle tensioni internazionali, il sistema penitenziario nazionale scivola in un paradosso strutturale che vede scontrarsi la spinta tecnologica e il collasso umanitario. Il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, unico titolare della delega al DAP, sta accelerando sul piano di modernizzazione “Carcere 4.0”, ma i dati del monitoraggio di aprile 2026 certificano un punto di non ritorno.
IL PIANO DIGITALE: Sfruttando i fondi PNRR e il progetto “Repubblica Digitale”, il Ministero ha sbloccato investimenti per circa 10 milioni di euro destinati alla banda larga e alla formazione informatica (coding e servizi ICT) per i detenuti. L’obiettivo dichiarato da Ostellari è trasformare la pena in “tempo di eccellenza formativa”, ma la realtà fisica degli istituti racconta un’altra storia.
IL CONTRASTO: Secondo i report dell’Autorità Garante Nazionale (GNPL) e i monitoraggi interni, istituti come Lucca e Foggia superano stabilmente il 250% di saturazione. È il paradosso dei “digitali ma stipati”: lo Stato investe sulla fibra ottica e sui tablet per la rieducazione mentre incassa oltre 8.500 condanne per trattamenti inumani e degradanti a causa della mancanza di spazio vitale minimo.
SICUREZZA IN BILICO: Allo stanziamento per il digitale non corrisponde un adeguamento delle risorse umane. I sindacati della Polizia Penitenziaria (Sappe e Uilpa) segnalano un aumento verticale delle criticità, con un picco di tentate evasioni e aggressioni proprio nei primi mesi del 2026. La sfida per via Arenula resta quella di evitare che l’innovazione tecnologica diventi un paravento per coprire un’emergenza civile che la politica non riesce a gestire con riforme strutturali degli spazi e dell’organico.