(AGENPARL) - Roma, 11 Aprile 2026 - Il complesso scacchiere dell’Indo-Pacifico vede l’ingresso ufficiale di un nuovo, pesante attore: la Federazione Russa. Mentre la tensione tra Tokyo e Pechino sale per lo schieramento dei caccia F-2 giapponesi nelle Filippine, Mosca ha risposto con una manovra navale che sposta l’asse della crisi verso sud.
La manovra navale a Sihanoukville
Il 6 aprile 2026, un distaccamento della Flotta del Pacifico russa, composto dalle moderne corvette “Sovershenny” e “Rezky”, ha effettuato uno scalo strategico nel porto di Sihanoukville, in Cambogia. Nonostante la visita sia stata definita “non ufficiale”, la presenza di unità da combattimento russe a ridosso delle aree di esercitazione della coalizione a guida USA invia un segnale inequivocabile: il Cremlino è pronto a sostenere militarmente e diplomaticamente l’alleato cinese.
L’analisi strategica: l’Orso come “Disruptor”
A confermare la gravità dello scenario è il prestigioso think tank australiano Lowy Institute. Nella sua analisi “There’s a bear there: Russia in the Indo-Pacific”, gli esperti evidenziano come Mosca stia operando nel quadrante come un “perturbatore” (disruptor) strategico. L’obiettivo è chiaro: utilizzare la Flotta del Pacifico per scardinare la rete di alleanze integrata che il Giappone sta tentando di costruire con Manila e Washington.
Conclusione
Per il governo giapponese di Sanae Takaichi, la minaccia si fa ora multipolare. Lo scalo a Sihanoukville dimostra che l’asse Mosca-Pechino è operativo e deciso a sfidare la nuova dottrina di difesa nipponica, trasformando il Sud-est asiatico nel cuore di una nuova, fredda contesa globale.
https://www.lowyinstitute.org/the-interpreter/there-s-bear-there-russia-indo-pacific
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