(AGENPARL) - Roma, 8 Aprile 2026 - A meno di due ore dalla scadenza dell’ultimatum di Washington, il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif ha lanciato un appello diretto e disperato al Presidente Donald Trump. La richiesta è quella di posticipare di due settimane il termine fissato per la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran.
LA MEDIAZIONE – Islamabad, che teme un collasso regionale e un’ondata di profughi senza precedenti, si è offerta come garante per una soluzione diplomatica dell’ultimo minuto. Sharif ha chiesto a Trump di “evitare la distruzione di infrastrutture civili” (ponti e reti elettriche), offrendo in cambio un impegno concreto per la riapertura dei flussi petroliferi.
L’ORA X – Nonostante l’appello, la tensione resta ai massimi storici. Dalla Mar-a-Lago non sono ancora giunti segnali di apertura, mentre la scadenza delle 20:00 EST (le 02:00 in Italia) si avvicina inesorabilmente. Fonti vicine alla Casa Bianca definiscono la posizione di Trump come “irremovibile”, rendendo il tentativo pakistano l’ultimo, fragilissimo diaframma prima di un’escalation militare.