(AGENPARL) - Roma, 8 Aprile 2026 - Secondo diverse fonti internazionali, l’Ucraina avrebbe stabilito una presenza militare operativa in Libia, aprendo un potenziale nuovo fronte nel conflitto con la Russia e spostando parte della competizione strategica nel Mediterraneo.
Attacchi nel Mediterraneo e il caso Arctic Metagaz
Al centro delle accuse c’è l’attacco del 3 marzo contro la nave Arctic Metagaz, una metaniera russa appartenente alla cosiddetta “flotta ombra” utilizzata per aggirare le sanzioni internazionali.
L’imbarcazione, carica di circa 60.000 tonnellate di GNL e diretta dall’Artico verso l’Egitto, è stata colpita da un drone nel Mediterraneo, riportando gravi danni allo scafo. L’equipaggio è stato evacuato, mentre la nave è rimasta alla deriva verso le coste libiche, sollevando timori ambientali e di sicurezza marittima.
Le autorità libiche, tramite la National Oil Corporation, sono intervenute per mettere in sicurezza il relitto, mentre unità navali locali hanno monitorato l’area per evitare incidenti.
Mosca ha accusato direttamente Kiev, sostenendo che l’attacco sia stato lanciato da basi segrete sulla costa libica, con possibile supporto dell’intelligence occidentale.
Le rivelazioni su una presenza ucraina
Un’inchiesta dell’emittente Radio France Internationale (RFI) sostiene che l’Ucraina operi effettivamente in Libia occidentale con oltre 200 uomini dispiegati in almeno tre località strategiche:
Secondo il report, queste attività deriverebbero da un accordo siglato nell’ottobre scorso con il governo di Tripoli, guidato da Abdul-Hamid Dbeibah.
In cambio dell’accesso alle basi, Kiev avrebbe offerto:
Fonti citate indicano che l’attacco alla Arctic Metagaz sarebbe stato condotto con un drone navale Magura V5, un sistema senza equipaggio già impiegato con successo nel Mar Nero contro la flotta russa.
Questi mezzi rappresentano una nuova frontiera della guerra asimmetrica:
Secondo alcune ricostruzioni, un’altra nave russa – la petroliera Qendil – sarebbe stata colpita in un attacco simile nelle settimane precedenti.
Il contesto libico: un equilibrio fragile
La presenza ucraina si inserisce in un contesto estremamente complesso. La Libia è divisa tra due poli di potere:
Secondo fonti dell’Associated Press, l’accordo con Kiev sarebbe stato sostenuto anche da attori occidentali, tra cui gli Stati Uniti, con l’obiettivo di contrastare l’influenza russa e favorire una futura riunificazione del Paese.
Una partita globale tra energia e sicurezza
L’eventuale apertura di un fronte libico ha implicazioni strategiche rilevanti:
La possibilità che operazioni militari si estendano oltre il teatro ucraino rappresenta un salto di scala nel conflitto.
Nessuna conferma ufficiale
Nonostante le numerose ricostruzioni, né Kiev né le autorità libiche hanno confermato ufficialmente la presenza militare ucraina nel Paese.
Questo lascia aperti interrogativi cruciali:
Se confermata, la presenza ucraina in Libia segnerebbe un’evoluzione significativa del conflitto con la Russia, trasformandolo sempre più in una competizione globale su più fronti.
Il Mediterraneo, già area chiave per energia e commercio, rischia così di diventare un nuovo teatro di confronto strategico, con conseguenze potenzialmente rilevanti per la sicurezza europea e internazionale.
