(AGENPARL) - Roma, 8 Aprile 2026 - “Il dl Bollette avrebbe dovuto indicare una direzione chiara: più autonomia energetica, meno dipendenza dal gas, correzione del meccanismo che forma il prezzo dell’energia. Invece il governo si ferma a un recepimento solo formale delle indicazioni europee e continua, nei fatti, a ostacolare la transizione energetica, penalizzando le rinnovabili e difendendo un modello vecchio, costoso e inefficiente. Lo dimostrano scelte sbagliate come la proroga del carbone fino al 2038 e il tentativo di mettere in discussione l’ETS, cioè il principio per cui chi inquina paga. Non a caso è stata l’Unione europea a fermare questo impianto, svuotando politicamente il decreto stesso. In questi quattro anni il governo ha rallentato la transizione energetica, indebolito gli investimenti green e lasciato l’Italia fragile, ancora troppo dipendente dal gas e quindi esposta alla speculazione e all’aumento delle bollette. Altrove, come in Spagna, si investe davvero su rinnovabili, stabilità dei prezzi e sicurezza energetica; in Italia si continua invece con slogan come l’hub del gas, mentre famiglie e imprese pagano il conto. Il governo ha mancato anche l’occasione del PNRR: non ha rafforzato le rinnovabili, non ha corretto il sistema di formazione del prezzo dell’elettricità, non ha favorito contratti di medio-lungo periodo, non ha semplificato gli iter autorizzativi, non ha sostenuto con forza le comunità energetiche. Gravissima è anche la scelta di sottrarsi al tema degli extraprofitti. Il governo si limita a scrivere a Bruxelles, mentre altri Paesi europei hanno già adottato misure simili nazionali. Il ministro Giorgetti dove vive? In quella lettera manca però una cosa: un riferimento agli extraprofitti di banche, assicurazioni e industria delle armi. Forse perché ancora non è arrivato l’ok di Marina Berlusconi e di Guido Crosetto, con tutta la cricca delle armi? Oppure perché il ministro è ancora alle prese con l’ammattassa Garibaldi-Drass-Dubai? La verità è che il governo non ha la volontà politica di colpire davvero i profitti straordinari accumulati da grandi gruppi e settori favoriti dalla crisi, mentre cittadini e imprese continuano a subire costi insostenibili”. Così in discussione generale il senatore Mario Turco, vicepresidente M5S e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.
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