(AGENPARL) - Roma, 7 Aprile 2026 - Ore di febbrile diplomazia sotterranea mentre il mondo osserva il countdown. Secondo quanto riportato dall’agenzia russa TASS, il Presidente USA Donald Trump avrebbe rimescolato le carte del team negoziale, indicando il Vicepresidente JD Vance come figura chiave per un accordo dell’ultimo minuto con Teheran.
La mossa di Washington punta a superare l’impasse diplomatica sostituendo l’inviato speciale Steve Witkoff – considerato troppo vicino alle posizioni di Israele – con una figura di diretto riferimento della Casa Bianca. L’obiettivo è duplice: disinnescare l’ultimatum che scadrà nella notte (le 20:00 EST) e fermare la corsa del petrolio, che ha già sfondato quota 110 dollari al barile sui mercati internazionali.
L’IEA (Agenzia Internazionale dell’Energia) ha già lanciato l’allarme, definendo l’attuale crisi energetica potenzialmente più devastante degli shock del 1973 e 1979. La pressione sui prezzi dell’energia sembra essere il vero motore dell’accelerazione diplomatica di Trump: un attacco alle infrastrutture iraniane porterebbe il greggio a cifre insostenibili per l’economia globale.
Nonostante l’apertura su Vance, resta confermato l’ultimatum per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Se il negoziato non dovesse produrre risultati entro la scadenza notturna, il piano di attacco alle centrali energetiche e ai nodi logistici iraniani – già “svuotati” dal personale russo – rimarrebbe operativo.
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