(AGENPARL) - Roma, 23 Marzo 2026 - Si è svolta stamattina, presso l’Istituto Luigi Sturzo (Roma), la seconda tappa del ciclo di incontri promosso dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e AXA Italia con focus su Toscana, Lazio, Umbria e Marche. Il Rapporto Territori dell’ASviS evidenzia progressi non uniformi tra Regioni e la necessità di politiche mirate per ridurre i divari e rafforzare lo sviluppo sostenibile ambientale e istituzionale. Le Regioni del Centro Italia registrano risultati migliori della media nazionale sugli obiettivi sociali ed economici dell’Agenda 2030, mentre permangono criticità sulle dimensioni ambientale e istituzionale.
In tale occasione, l’Agenparl ha intervistato Edoardo Zanchini, Direttore Ufficio Clima del Comune di Roma.
«Grazie allo studio dell’ASviS si vede come sia importante avere una visione globale, degli obiettivi chiari da portare avanti in termini di sviluppo sostenibile e confrontarsi con le azioni locali.
Grazie al Recovery Plan, grazie all’Europa, abbiamo avuto questa possibilità negli ultimi anni: a Roma, come in altre città, di lavorare su dei chiari obiettivi, delle chiare strategie e poi riuscire a portare avanti dei progetti che permettono di ridurre, in qualche modo, la distanza dai goal delle Nazioni Unite.
In particolare, noi abbiamo lavorato in questi anni a Roma su diversi aspetti della sostenibilità, grazie al PNRR, che vanno dalla mobilità – in particolare con una serie di investimenti che sono ancora in corso e che finiranno quest’anno – alla riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico, quindi nei quartieri più difficili della città, fino alla riqualificazione della città, dal Tevere a tanti altri aspetti.
Il tutto all’interno di una visione che coordina tutti questi aspetti. Tutto questo è utile non solo per gli obiettivi di sostenibilità, ma anche per il clima, perché in questo modo riduciamo le emissioni di CO2, ma adattiamo anche la città a dei cambiamenti che sono già in atto.
Siamo arrivati a questo punto: la sfida è come continuare in questo percorso, perché ovviamente è quello più efficace per riuscire a portare avanti delle azioni che siano davvero nell’interesse del pianeta e degli obiettivi delle Nazioni Unite, ma che poi diano un riscontro davvero concreto ai cittadini di un cambiamento possibile, in qualche modo in meglio.»
