(AGENPARL) - Roma, 14 Marzo 2026 - In questi giorni il tema della tutela dei minori e del diritto delle famiglie vulnerabili è tornato prepotentemente al centro del dibattito pubblico, con l’approvazione definitiva al Senato del DDL Roccella-Nordio l’11 marzo 2026, il deposito del DDL Brambilla lo stesso giorno e l’applicazione ormai consolidata della Riforma Cartabia. Come Senatrice che da anni si batte per la giustizia sociale, i diritti dei minori e il contrasto alle disuguaglianze, ritengo necessario offrire un confronto chiaro e sereno tra le principali misure normative in campo, concentrandomi sugli aspetti più delicati e urgenti: gli interventi economici alle famiglie in difficoltà, il ruolo della povertà come possibile causa di allontanamento dei figli e la possibilità di offrire un risarcimento retroattivo a chi ha subito danni irreparabili a causa di errori sistemici. La Riforma Cartabia ha introdotto principi importanti di proporzionalità e sussidiarietà, limitando l’allontanamento del minore ai soli casi di “grave pericolo imminente” e privilegiando in teoria l’empowerment familiare attraverso aiuti economici, psicologici e sociali. Tuttavia manca di fondi strutturali dedicati e di meccanismi concreti di attuazione uniforme sul territorio: gli interventi preventivi restano spesso frammentati e affidati alla discrezionalità dei singoli Comuni e Regioni. Inoltre, non prevede strumenti specifici di riparazione retroattiva per le famiglie colpite da allontanamenti sproporzionati avvenuti prima della riforma. Il DDL Roccella-Nordio, ora legge, rappresenta un passo avanti significativo nel contrasto agli affidamenti sine die e impropri: esclude esplicitamente che la sola povertà possa giustificare un allontanamento, attiva sostegni domiciliari ed economici prioritari e istituisce un registro nazionale per monitorare collocamenti e comunità. Il fondo previsto, però, ammonta a soli 50 milioni di euro annui, una cifra modesta rispetto ai bisogni reali delle famiglie vulnerabili, e non contiene alcuna disposizione per risarcire o riparare i danni subiti in passato. Il DDL Brambilla, depositato pochi giorni fa, punta a rafforzare la garanzia procedurale introducendo un collegio multidisciplinare obbligatorio (con neuropsichiatra infantile, psicologo, pedagogista e un esperto di relazioni fragili) per affiancare il giudice nelle valutazioni. L’allontanamento diventa extrema ratio solo dopo un’analisi comparativa dei benefici e dei rischi psico-fisici. Tuttavia non prevede interventi economici diretti né fondi dedicati, né affronta in modo esplicito la povertà come fattore scatenante, né introduce meccanismi di risarcimento retroattivo. La mia proposta di legge, “Legge per il Sostegno Integrato alle Famiglie Vulnerabili e la Prevenzione degli Allontanamenti Minorili”, va oltre e affronta in modo organico i tre nodi critici. Prevede la creazione dei “Fondi Famiglia Sicura” con una dotazione annua di 500 milioni di euro, per erogare contributi diretti fino a 1.000 euro al mese per massimo 24 mesi, sgravi sull’affitto, soluzioni di housing sociale e percorsi lavorativi obbligatori da attivare entro 30 giorni dalla segnalazione di difficoltà. Introduce un divieto esplicito di allontanare un minore quando la motivazione è unicamente la povertà o la precarietà socio-economica, salvo pericolo grave e comprovato. Infine, istituisce un Comitato Nazionale presso i Ministeri della Giustizia e del Lavoro per revisionare i casi anteriori al 2022, riconoscendo un risarcimento fino a 50.000 euro per il danno non patrimoniale derivante dalla perdita della relazione familiare e garantendo il diritto a contatti volontari una volta raggiunta la maggiore età. La povertà non è una colpa e non può più essere la causa principale che porta a spezzare legami familiari. Lo Stato ha il dovere di aiutare prima, di intervenire solo in casi estremi e comprovati e, quando ha sbagliato, di avere il coraggio di riparare. Le famiglie italiane non possono più aspettare: serve un sistema che prevenga il dolore, lo sostenga economicamente in modo concreto e lo ripari quando è ormai irreparabile. Aggiungo un appello chiaro in questa fase delicata del dibattito referendario: questo tema, il diritto delle famiglie povere a non vedere i figli allontanati per motivi economici, il sostegno preventivo e la riparazione dei danni subiti, è troppo delicato e umano per essere ridotto a strumento di polarizzazione elettorale o a motivo di voto per il referendum. Coinvolge madri, padri e bambini in difficoltà reale, spesso invisibili, che meritano risposte concrete e non slogan. La politica deve unirsi su questi temi con responsabilità, al di là delle appartenenze, perché la serenità delle famiglie vulnerabili non può essere ostaggio di campagne elettorali. Invito tutte le forze politiche a valutare con urgenza l’integrazione degli elementi più forti della mia proposta, risorse economiche adeguate, divieto netto sulla povertà e giustizia riparatoria nel percorso legislativo in corso. Solo così potremo costruire un sistema davvero giusto, preventivo e umano. Dichiarazione dell’Onorevole Marinella Pacifico, già Senatrice della Repubblica.
