(AGENPARL) – Roma, 13 Marzo 2026
“Il 22 e 23 marzo gli italiani sono chiamati a votare una riforma costituzionale che riguarda la giustizia e che non darà alcun potere in più alla politica perché la riforma non altera in alcun modo i pesi e i contrappesi previsti, all’interno della Costituzione,
tra la politica e la magistratura. L’autonomia e l’indipendenza della magistratura rimangono scolpiti nella Costituzione. Sono dei lucchetti che non si possono togliere”. Lo ha detto il vicepresidente della Camera e responsabile della campagna referendaria del Sì per Forza Italia Giorgio Mulè, ospite di Porta a Porta.
“In nessun modo la politica potrà scegliersi i magistrati, perché l’articolo 109 della Costituzione parla di ‘inamovibilità’ dei magistrati stessi. La riforma – ha continuato Mulè – non condiziona in alcun modo la libertà, la potestà che ha il pubblico ministero di indagare su chiunque, così come non sfiora l’autorità che soltanto la Magistratura ha sulla Polizia Giudiziaria.
Noi sosteniamo che il giudice deve studiare da giudice e il pubblico ministero deve studiare da pubblico ministero, in modo da spezzare finalmente quel connubio tra pm e giudici che causa ritardi, errori, financo ingiuste detenzioni” la conclusione di Mulè.