(AGENPARL) - Roma, 13 Marzo 2026 - Su richiesta della Procura europea (EPPO) di Napoli e Venezia (Italia), la Guardia di Finanza di Napoli e Caserta ha eseguito un sequestro di beni per un valore superiore a 32 milioni di euro nell’ambito di un’indagine su una frode carosello IVA su larga scala nel settore IT.
Il provvedimento di sequestro preventivo, emesso dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, riguarda cinque società sospettate di essere coinvolte in un complesso schema internazionale di frode fiscale.
Il presunto schema fraudolento si sarebbe basato su numerose società di comodo italiane ed estere, prive di una reale struttura aziendale. Queste società sarebbero state utilizzate per simulare transazioni commerciali e generare indebiti vantaggi fiscali. Si ritiene inoltre che società costituite in diversi Stati membri dell’UE, tra cui Paesi Bassi, Germania, Romania e Ungheria, siano state utilizzate per avviare e sostenere transazioni fittizie, al fine di rendere più complessa la ricostruzione dei flussi finanziari.
Complessivamente, sono state individuate fatture relative a transazioni inesistenti per un importo superiore a 500 milioni di euro. Queste sarebbero state utilizzate per creare crediti IVA fittizi e ridurre artificialmente il carico fiscale delle aziende che beneficiavano del sistema fraudolento.
Vi sono motivi per credere che in molti casi le merci in questione non siano mai state fisicamente movimentate, rimanendo sulle stesse piattaforme logistiche mentre venivano registrate molteplici transazioni fittizie tra le aziende coinvolte.
