(AGENPARL) – Fri 13 March 2026 *L’acqua potabile degli umbri è sicura, ecco i primi dati del monitoraggio
Pfas. Assessore De Luca: “Ulteriore conferma che bere dal rubinetto è privo
di rischi oltre che economico. Il Governo acceleri la messa al bando senza
ulteriori rinvii”*
(AUN) – Perugia, 13 marzo 2026 – La Regione Umbria ha presentato oggi
presso il Salone d’Onore di Palazzo Donini il primo report relativo alla
fase iniziale di screening sulla presenza di sostanze perfluoroalchiliche
(Pfas) nelle acque destinate al consumo umano sul territorio regionale.
L’attività, che pone l’Umbria come modello di governance nella tutela delle
risorse idriche, è frutto del Protocollo d’intesa sottoscritto tra Regione
Umbria, le Aziende Usl 1 e 2, Arpa Umbria, Auri e i gestori idrici Umbra
Acque, SII e VUS.
“Si tratta di una scelta all’avanguardia per mettere la salute dei
cittadini sopra a tutto. L’Umbria – spiega l’assessore regionale
all’Ambiente Thomas De Luca – è la prima regione in Italia insieme al
Veneto ad aver adottato un protocollo di monitoraggio continuo e capillare,
anticipando l’obbligo di legge previsto dalla normativa nazionale fissato
inizialmente a gennaio 2026, poi rinviato dal Governo a luglio. Speriamo
non ci siano ulteriori rinvii e auspichiamo una rapida messa al bando dei
Pfas a livello nazionale. La Regione intanto prosegue il suo lavoro verso
un’Umbria Pfas free e già oggi possiamo dire che le acque dei rubinetti dei
cittadini umbri sono sicure: il monitoraggio dà un’ulteriore conferma che
bere acqua pubblica è salubre, oltre che economico”.
“L’Umbria – ha confermato il direttore generale di Arpa Umbria, Alfonso
Morelli – ha anticipato i tempi dimostrando che era possibile prendere in
carico questa sorveglianza in tempi congrui rispetto agli adempimenti.
Questo periodo di screening ha confermato che i laboratori di Arpa Umbria
sono all’avanguardia. Siamo quindi pronti a continuare il monitoraggio
avvalendoci di strumentazioni avanzate e delle alte professionalità di cui
disponiamo”.
Nel trimestre ottobre-dicembre 2025 l’azione di controllo e monitoraggio
è stata condotta su: 385 campionamenti complessivi effettuati su tutto il
territorio regionale, 72 controlli esterni eseguiti dalle Aziende USL
attraverso i laboratori di Arpa Umbria, concentrati strategicamente sui
punti di erogazione in rete e 313 controlli interni effettuati direttamente
dai gestori idrici per monitorare l’intera filiera, dalle captazioni ai
serbatoi.
Dall’elaborazione tecnico-scientifica dei dati è emerso che tutti i
campioni prelevati in distribuzione, sia dalle Asl che dai gestori, sono
risultati conformi ai limiti previsti dal decreto legislativo 18/2023. In
particolare, i valori riscontrati sono risultati ampiamente al di sotto dei
parametri stabiliti per la “Somma di Pfas” (limite 0,10 µg/L) e per la
“Somma di 4 Pfas” (limite 0,02 µg/L).
“Al momento, con i dati a disposizione – hanno spiegato il direttore del
servizio Igiene e Sanità pubblica della Usl Umbria1, Igino Fusco Moffa e il
direttore del distretto Usl Umbria2, Danilo Serva – è possibile affermare
che, sul territorio regionale, non si riscontrano criticità rispetto
un’esposizione significativa della popolazione a questo genere di
inquinanti. È comunque opportuno sottolineare, in questa prima fase del
monitoraggio, il limitato numero di dati disponibili, per un determinato
punto di campionamento, e la necessità di effettuare una valutazione dei
dati che continueremo a raccogliere a lungo termine”.
Ulteriori conferme sulla sicurezza dell’acqua pubblica nella nostra
regione sono arrivate infine da Ivan Pecorelli, responsabile del
laboratorio contaminanti ambientali presso l’Istituto Zooprofilattico
sperimentale dell’Umbria: “Le analisi da noi condotte sugli animali
selvatici, intesi come animali sentinella, ci hanno consentito di studiare
la diffusione degli analiti in questione nel territorio umbro e di
raccogliere dati rassicuranti riguardanti la non estensione di questi
contaminanti negli animali”.
L’attività di screening condotta sin qui ha quindi permesso di anticipare
i termini previsti dalla normativa nazionale, garantendo ai cittadini umbri
la massima sicurezza sull’acqua del rubinetto. Il monitoraggio proseguirà
per assicurare che l’acqua pubblica rimanga un bene comune sicuro e
protetto da ogni contaminazione.
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