(AGENPARL) - Roma, 12 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Thu 12 March 2026 Piacenza-Cremona
Il cibo come atto di giustizia intergenerazionale
Dopo il discorso inaugurale del rettore Elena Beccalli, il dies della sede di Piacenza-Cremona dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha accolto la prolusione dello chef stellato Carlo Cracco. «L’innovazione in cucina nasce dall’incontro tra esperienza e futuro: una autentica alleanza fra generazioni»
Piacenza, 12 marzo 2026 – Un dies academicus, quello della sede di Piacenza-Cremona, all’insegna della nutrizione, suggellato dall’invito a tenere la prolusione a Carlo Cracco, che, ha detto il rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Elena Beccalli, «con la creatività dei suoi piatti ha contribuito a rendere la cucina italiana un simbolo globale».
Il discorso inaugurale del rettore è partito da due assunti legati all’alleanza tra generazioni: «In un’epoca segnata da una transizione demografica senza precedenti, il binomio tra nutrizione e longevità rappresenta una nuova frontiera dei diritti umani. Inoltre, l’invecchiamento non deve essere inteso come un processo di sottrazione, bensì un’estensione della dignità umana assicurata anche dalle scelte alimentari. In questi due assunti è contemplato l’universo interdisciplinare al centro delle attività dei campus di Piacenza e Cremona».
Sul primo versante, «longevità significa non solo aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni. Ciò testimonia il legame tra nutrizione, longevità e diritti umani». Ma il problema della nutrizione corretta riguarda anche le giovani generazioni. «Nel 2026, lo scenario globale descrive una realtà paradossale: per la prima volta nella storia, il numero di bambini e adolescenti obesi ha superato quello dei sottopeso». Si tratta «di un tema politico in senso ampio, di una questione sociale di primo livello».
La professoressa Beccalli ha avanzato un appello all’azione su un impegno condiviso tra istituzioni, comunità e mondo della ricerca. «Alle istituzioni, affinché riconoscano pienamente la nutrizione clinica come componente primaria dei livelli essenziali di assistenza. Alle comunità, perché riscoprano il valore del pasto condiviso, potente antidoto alla solitudine, che a sua volta rappresenta una delle cause più insidiose della malnutrizione. Alla scienza, infine, perché continui a innovare nel campo delle tecnologie alimentari senza mai perdere di vista la centralità del piacere del gusto e della qualità dell’esperienza alimentare». Una risposta concreta è la creazione di un nuovo centro di ricerca di eccellenza sulla longevità nel campus di Cremona, avviato con l’Università Bocconi, mediante il sostegno della Fondazione Invernizzi.
Il rettore ha, inoltre, ricordato che «se l’uomo è ciò che mangia e se la nostra umanità dipende dalla responsabilità verso l’altro, allora garantire la sicurezza nutrizionale è un atto di giustizia universale e intergenerazionale». Per questo «combattere la povertà alimentare e la malnutrizione clinica non è solo un obiettivo sanitario, è l’unico modo per abitare una società che possa ancora dirsi civile». È necessario assegnare rilevanza alla sostenibilità sociale e ambientale, oltre che economica, sottintendendo uno sviluppo nel presente non realizzato a scapito di quello futuro. «Ciò rimanda a un profilo di giustizia intergenerazionale, basata su un’alleanza tra generazioni».
