(AGENPARL) - Roma, 11 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Wed 11 March 2026 MANIFESTO DELLA SEZIONE TURISMO DI CONFINDUSTRIA LECCE
Verso un modello di sviluppo turistico strutturato,
sostenibile e competitivo
PREMESSA
Il nostro territorio sta vivendo un periodo particolarmente florido per il
comparto turistico. I dati relativi agli arrivi e alle presenze nel 2025, in
particolare per quanto riguarda il mercato internazionale, confermano una
crescita costante e un interesse notevole per la provincia e per la città di
Lecce. Tuttavia, accanto a questi segnali incoraggianti, persistono criticità
strutturali e organizzative che rischiano di rallentare o vanificare le
potenzialità del nostro territorio. Per troppo tempo il Salento ha goduto
dell’intuizione e della lungimiranza individuali: imprenditori illuminati sono
riusciti a creare delle realtà di eccellenza in una terra lontana dai centri
strategici e, soprattutto, logisticamente difficile da raggiungere.
Perché l’attrattività territoriale si consolidi in maniera definitiva e non resti
una moda passeggera è necessario ripensare il turismo mediante una
politica chiara, coesa, strutturata, orientata allo sviluppo sistemico e alla
pianificazione a lungo termine.
VERSO UN NUOVO MODELLO DI GOVERNANCE E DI SISTEMA
La Sezione Turismo di Confindustria Lecce propone un modello di turismo
“industriale”, basato su programmazione, competitività e sostenibilità,
superando la frammentazione del settore con una governance territoriale
chiara e coordinata. L’istituzione delle Destination Management
Organization (DMO), introdotta dalla Puglia con la legge regionale del 18
settembre, rappresenta un passo decisivo: queste strutture, aperte a enti
pubblici, associazioni e imprese, potranno pianificare, promuovere e
valorizzare la destinazione in modo unitario. Confindustria Lecce intende
assumere un ruolo da protagonista, contribuendo con competenza ed
esperienza alle strategie di sviluppo turistico. Alla luce dell’attuazione delle
DMO, la Sezione condivide un modello di governance che le collochi
nell’alveo di azione della Camera di Commercio, ente pubblico e al tempo
stesso “casa” del sistema imprenditoriale nella sua interezza, prevedendo
anche la partecipazione economica dei Comuni interessati.
LECCE CITTÀ TURISTICA 365 GIORNI L’ANNO
La città di Lecce, con il suo straordinario patrimonio culturale,
architettonico, naturale e marino, deve diventare una destinazione
attrattiva in ogni stagione. Per raggiungere questo obiettivo è necessario
superare l’attuale approccio episodico agli eventi e investire in una
programmazione stabile e duratura, capace di valorizzare in modo
integrato il centro storico e le sue marine.
Un piano organico dovrà:
• valorizzare l’identità urbana e marina della città con politiche di
popolamento costiero, riqualificazione e offerta di servizi;
• riqualificare il litorale in chiave turistica, ambientale e residenziale,
rendendo le marine accessibili e vive tutto l’anno e incentivando
l’apertura annuale delle attività commerciali e ricettive;
• favorire la connessione tra la città e il litorale, in particolare San
Cataldo, attraverso infrastrutture leggere e sostenibili (piste ciclabili,
trasporto pubblico efficiente, rapido, frequente ed ecologico);
• sviluppare una vera cultura del mare, riconoscendo le marine come
parte integrante della città e rafforzando l’identità marittima di
Lecce;
• destagionalizzare gli eventi attraverso una pianificazione annuale
(moda, musica, sport, arte, design, salute);
• attrarre grandi catene alberghiere di ogni fascia per colmare l’attuale
carenza di capacità ricettiva strutturata rispetto ai flussi potenziali;
• incentivare forme di turismo esperienziale, scolastico, sanitario e
sportivo, ancora marginali ma con grandi prospettive di crescita;
• valorizzare il patrimonio artistico, culturale e turistico esistente nel
territorio, affiancandolo a una comunicazione mirata e diffusa sulle
opportunità di trasporto e collegamento disponibili, spesso
sconosciute a turisti e residenti.
Solo integrando città e mare in un’unica visione strategica Lecce potrà
diventare una vera destinazione turistica per 365 giorni l’anno.
INFRASTRUTTURE E COLLEGAMENTI: APERTURA E ACCESSIBILITÀ
La conformazione geografica del Salento, con i suoi oltre 300 km di costa,
rappresenta una risorsa unica che deve essere valorizzata non solo come
patrimonio naturale, ma anche come volano per un turismo lento,
sostenibile e destagionalizzato.
In questa prospettiva, la realizzazione della “pista ciclabile dei due mari”,
che colleghi i confini provinciali di Taranto e Brindisi attraversando l’intera
penisola salentina, costituirebbe un progetto strategico capace di attrarre
flussi nazionali e internazionali. Si tratterebbe di replicare esperienze di
successo già consolidate, come la “Garda by Bike” o la ciclovia dei
“Trabocchi in Abruzzo”, che hanno dimostrato di generare impatti
economici e occupazionali significativi.
Un ulteriore elemento da ripensare è rappresentato dalle Ferrovie del Sud
Est, nate con finalità logistiche legate al trasporto merci che oggi non sono
pienamente funzionali alle esigenze di mobilità del territorio. La loro
riconversione in chiave turistica consentirebbe di trasformare
un’infrastruttura sottoutilizzata in un grande attrattore: percorsi ferroviari
tematici, recupero di caselli e stazioni come punti di ristoro, assistenza
cicloturistica e piccoli ostelli costituirebbero un’offerta esperienziale
capace di generare flussi nei periodi non balneari. In Italia e all’estero
esistono già modelli di successo in tal senso, che possono essere adattati al
contesto salentino. Basti pensare alla spettacolare linea del Bernina
Express in Svizzera, ai treni turistici della Majella e di Roccaraso (“Ferrovia
dei Parchi” e la “Transiberiana d’Italia”), o ancora ai celebri “treni delle
foglie cadenti” (treni del foliage) nazionali ed esteri che attirano migliaia di
visitatori ogni anno. In questo scenario il “Salento Wine Train” si configura
come un’iniziativa di pregio, capace di intrecciare il fascino del viaggio
ferroviario con l’eccellenza enogastronomica del territorio. Perché possa
affermarsi come attrattore permanente e distintivo, e non come episodio
isolato, è necessario che venga inserito in una programmazione turistica
integrata e coordinata, capace di valorizzare in modo sistematico le risorse
locali e di consolidare l’immagine del Salento come destinazione
esperienziale d’eccellenza, in grado di attrarre visitatori durante tutto
l’anno.
Inoltre, senza infrastrutture moderne e un sistema di mobilità funzionale,
ogni progetto turistico è destinato a rimanere incompleto.
Occorre intervenire su:
• potenziamento dei collegamenti aerei e apertura di nuove rotte
nazionali e internazionali;
• inserimento stabile di Lecce nei percorsi ferroviari ad alta velocità e
incremento della capacità di trasporto ferroviario;
• accelerare la realizzazione del collegamento ferroviario con
l’aeroporto di Brindisi;
• riorganizzazione e rafforzamento del trasporto su gomma interno alla
provincia.
OSPITALITÀ STRUTTURATA: PIÙ HOTEL, MENO B&B
La città di Lecce è attualmente caratterizzata da una polarizzazione
dell’offerta ricettiva: molti B&B, poche strutture alberghiere organizzate e
tante di fascia alta. Questa situazione ostacola la capacità di accoglienza
per target come:
• turismo d’affari e congressuale;
• gruppi organizzati;
• eventi sportivi e aziendali;
• turismo scolastico e sociale.
Un’offerta più strutturata garantirebbe occupazione stabile e indotto per
l’intero sistema economico locale. Serve una programmazione urbanistica
che indirizzi correttamente la nascita di nuove strutture, favorendo
investimenti qualificati, l’arrivo di grandi gruppi e la sostenibilità
dell’accoglienza. Il turismo non può reggersi solo su clientela individuale,
anche se con alta capacità di spesa, ma deve assumere una connotazione
“industriale” per permettere il posizionamento su segmenti alternativi.
Per rendere concreta questa visione, è necessario indirizzare le risorse
pubbliche e private verso lo sviluppo dell’industria turistica, puntando sulla
creazione di strutture organizzate e sulla promozione di servizi integrati.
Solo attraverso una programmazione coerente e pianificata si potrà uscire
dall’impasse legata agli arrivi e alle partenze non programmabili, evitando
picchi di sovraffollamento o periodi di inattività, e generando un flusso
turistico continuo e prevedibile durante tutto l’anno.
L’attuale offerta di posti letto non genera lavoro stabile, ma lascia dei vuoti
colmabili proprio grazie a una strategia di sviluppo strutturato e duraturo
nel tempo. Per esempio, Lecce è stata spesso teatro di grandi eventi, anche
di livello internazionale, che hanno portato benessere e notorietà. Trattasi,
però, di eventi spot che non si sono ripetuti ciclicamente, come avrebbe
dovuto essere. Solo attraverso investimenti mirati e una gestione
“industriale” dell’accoglienza sarà possibile replicare e stabilizzare tali
occasioni, consolidando la città come polo turistico attrattivo su più
segmenti.
ATTRAZIONE DI EVENTI E NUOVI SEGMENTI
Lecce ha dimostrato, in passato, di poter ospitare grandi eventi, ma manca
ancora una continuità organizzativa.
Proponiamo:
• un piano eventi triennale condiviso tra istituzioni, imprese e
associazioni;
• una struttura polifunzionale per fiere, esposizioni, congressi e
spettacoli;
• l’inserimento di Lecce nei circuiti fieristici e congressuali nazionali e
internazionali;
• una calendarizzazione strategica per i periodi di bassa stagione;
• una maggiore cooperazione tra pubblica amministrazione e privati
nella realizzazione degli eventi.
PORTUALITÀ TURISTICA E NAUTICA
Il tema della portualità turistica richiede una programmazione organica e
aggiornata. L’ultima delibera regionale in materia risale al 1986 e da allora
non si è registrata alcuna pianificazione di sistema.
Nel nostro territorio occorre distinguere e valorizzare due livelli
complementari di economia del mare. Da un lato, la nautica da diporto
locale, che comprende marine di alto livello, piccoli approdi e servizi di
alaggio. Questa rappresenta un segmento strategico per le comunità
costiere, favorendo l’accesso al mare e le attività ricreative quotidiane dei
residenti e dei turisti di prossimità. Dall’altro, la nautica turistica di livello
superiore deve concentrarsi sui tre grandi porti della provincia – Otranto,
Leuca e Gallipoli – che devono essere attrezzati adeguatamente per
accogliere crociere, yacht e imbarcazioni private di maggiore dimensione.
Questo secondo livello permette di intercettare flussi turistici
internazionali, generando ricadute significative sull’economia locale, sia
per la stagione estiva che per l’indotto off-season.
È quindi urgente una nuova pianificazione del sistema portuale della
provincia di Lecce, capace di delineare una visione complessiva, valorizzare
entrambe le componenti della nautica e favorire investimenti pubblici e
privati, riducendo il peso della burocrazia. Un piano moderno dei porti
turistici contribuirebbe a rafforzare il posizionamento internazionale del
territorio, a diversificare l’offerta turistica e a creare valore aggiunto oltre
la stagione balneare.
Il potenziamento della portualità turistica rappresenta una leva di crescita
strategica per Gallipoli, Otranto, Leuca e le altre località costiere. In
particolare, occorre:
• attrezzare i tre porti per accogliere crociere, yacht e imbarcazioni
private, garantendo standard internazionali di sicurezza e servizi;
• integrare gli altri porti con servizi turistici costieri e dell’entroterra,
creando itinerari e pacchetti dedicati;
• promuovere il diportismo nautico locale come segmento accessibile
e diffuso, che valorizzi le realtà costiere minori e favorisca la fruizione
sostenibile del mare;
rafforzare le connessioni logistiche tra porti, aeroporti e strutture
ricettive, per rendere l’esperienza del turista più fluida e attrattiva.
In sostanza, valorizzare una economia del mare su due livelli – locale e
turistica internazionale – significa creare un sistema portuale coerente e
capace di sostenere la crescita economica dell’intero territorio, creando
opportunità di lavoro, attrazione di investimenti e sviluppo turistico stabile.
TERRITORIO E DESTINAZIONI: UNA RETE DI ECCELLENZE
Gallipoli, Otranto, Santa Maria di Leuca, Santa Cesarea Terme, l’intero
entroterra: ogni località ha potenzialità uniche ma spesso inespresse.
• Gallipoli e Otranto devono superare il modello “mordi e fuggi” estivo
per diventare poli vivi e attrattivi tutto l’anno;
• Santa Maria di Leuca e Santa Cesarea Terme vanno rilanciate come
destinazioni del benessere del Mediterraneo;
• l’entroterra deve essere organizzato in reti di impresa turistica,
superando l’individualismo;
• occorre
valorizzare
turismo
esperienziale,
sportivo,
enogastronomico, spirituale e lento;
• va ripristinato e potenziato il “Treno dei Due Mari” e altri modelli
simili per connettere le coste e l’interno, rivalutando altresì a fini
turistici i caselli storici e oramai in disuso;
• serve una mappa strategica delle eccellenze e delle vocazioni
territoriali da promuovere all’interno di un’offerta unica e integrata.
LE CONCESSIONI DEMANIALI MARITTIME: UN NODO DA SCIOGLIERE PER
LO SVILUPPO TURISTICO SOSTENIBILE
Le spiagge costituiscono un bene pubblico inalienabile, che lo Stato può
concedere a privati esclusivamente per finalità turistico-ricreative. In Italia,
storicamente, le concessioni sono state rinnovate automaticamente, senza
procedure di gara, anche in contrasto con la Direttiva Bolkestein del 2006.
A quasi vent’anni dall’adozione di questa normativa, infatti, il sistema delle
concessioni resta uno dei dossier più complessi e irrisolti del settore
turistico nazionale: proroghe continue, contenziosi aperti e incertezze
legislative hanno ostacolato riforme strutturali, generando un clima di
instabilità che penalizza sia gli operatori attuali sia i potenziali futuri.
Nonostante i richiami dell’Unione Europea e le riforme annunciate, entro
settembre 2027 sarà obbligatorio bandire gare ad hoc, ma permangono
criticità significative: mancanza di un quadro normativo chiaro,
applicazione disomogenea tra comuni, incertezza sugli indennizzi ai
concessionari usciti e difficoltà amministrative. Questa situazione rischia di
provocare frammentazione del settore, contenziosi infiniti e paralisi
gestionale, con effetti negativi sulla qualità dei servizi e sull’attrattività
territoriale.
Per trasformare queste criticità in opportunità è necessaria una strategia
nazionale chiara e organica, in grado di superare la logica emergenziale
delle proroghe e di garantire certezze agli operatori.
Confindustria Lecce condivide pienamente la posizione europea, coerente
con i principi di correttezza e concorrenza, e sottolinea allo stesso tempo
la particolarità di questa attività, fortemente influenzata dalla territorialità.
Un elemento centrale riguarda il rapporto tra gli investimenti dei
concessionari e la durata delle concessioni. È essenziale trovare un
equilibrio che consenta il giusto riconoscimento dei sacrifici e degli
investimenti effettuati, evitando il depauperamento delle strutture
esistenti. L’incertezza normativa, infatti, scoraggia interventi di
miglioramento e rischia di compromettere progressivamente il patrimonio
turistico e ricreativo del territorio.
In sintesi, è necessario superare l’approccio emergenziale e adottare una
strategia nazionale chiara, che tuteli il bene pubblico, garantisca la
concorrenza e valorizzi le specificità territoriali, trasformando un settore
complesso in una leva stabile di sviluppo economico e turistico.
Come Associazione di categoria proponiamo:
• Un disciplinare nazionale unico che definisca criteri e regole
omogenei per tutte le gare, garantendo trasparenza, parità di accesso
e riduzione del contenzioso.
• Centralizzazione almeno a livello regionale delle procedure di gara, al
fine di sollevare i piccoli comuni da un carico amministrativo e
finanziario insostenibile.
• Un sistema di pianificazione costiera strutturato, che integri tutela
ambientale, valorizzazione turistica e sicurezza, con regole chiare
sull’uso del demanio.
• Un quadro certo sugli investimenti, sulla durata delle concessioni e
sugli eventuali indennizzi, per consentire agli operatori di
programmare interventi strutturali e innovativi.
• Tutela della continuità dei servizi balneari, con l’introduzione di
proroghe tecniche limitate e finalizzate esclusivamente all’attesa
dell’esito delle gare, evitando interruzioni nella gestione degli arenili.
• Valorizzazione del litorale come risorsa strategica, attraverso
interventi di riqualificazione, accessibilità e destagionalizzazione, in
coerenza con la visione di un turismo 365 giorni l’anno.
FORMAZIONE DEL CAPITALE UMANO: LA CHIAVE PER UN TURISMO
COMPETITIVO
Il turismo non può prescindere dalla formazione delle risorse umane, che
rappresentano il vero motore dell’accoglienza e dell’innovazione.
Occorrono figure professionali preparate, capaci di integrare competenze
tecnico pratiche tradizionali con nuove abilità digitali, linguistiche,
organizzative e relazionali. In questo senso, l’esperienza realizzata con l’ITS
Academy Regionale della Puglia per l’Ospitalità e il Turismo Allargato, in
collaborazione con Confindustria Lecce, ha rappresentato un modello
virtuoso: il corso biennale per Travel Office Manager, costruito sulle
richieste delle imprese locali, ha formato profili professionali innovativi e
immediatamente spendibili sul mercato del lavoro.
Il successo di questa iniziativa dimostra come la sinergia tra sistema
formativo e imprese sia determinante per colmare i gap occupazionali e
creare nuove opportunità per i giovani. Il “Travel Office Manager” è una
figura chiave per il futuro, in grado di favorire la collaborazione tra
operatori, di valorizzare l’integrazione dei servizi turistici e di supportare la
transizione digitale e green del settore.
Confindustria Lecce ritiene prioritario investire in percorsi formativi
specialistici, replicabili e aggiornabili, che interessino tutti i livelli del
comparto: dalla formazione tecnica e professionale alla specializzazione
universitaria, fino all’aggiornamento continuo degli operatori già attivi.
Come accade per altri settori produttivi, solo attraverso la crescita delle
competenze sarà possibile garantire standard di qualità elevati, attrarre
investimenti e consolidare Lecce e il Salento come destinazioni turistiche
competitive e sostenibili.
UN’ORGANIZZAZIONE PER CRESCERE
Confindustria Lecce propone:
• un sistema organizzativo chiaro, con compiti e funzioni definiti tra
enti pubblici e privati;
• le Destination Management Organization (DMO), riconosciute dalla
Legge regionale del 18 settembre quale strumento di affiancamento
e sostegno agli operatori turistici e di coordinamento dell’offerta
territoriale;
• efficientamento dell’Osservatorio permanente sul turismo per
monitorare i dati e guidare le scelte strategiche, in modo che arrivino
flussi continui di informazione;
• una regia condivisa tra istituzioni, imprese e terzo settore per
costruire una visione comune.
IL TURISMO COME SCIENZA PRODUTTIVA
Il turismo non è solo accoglienza, ma una scienza interdisciplinare che
incrocia economia, formazione, ambiente, cultura, comunicazione.
Passare da un turismo “artigianale” a un turismo “industriale” significa
abbandonare l’improvvisazione: non è più possibile navigare a vista, ma
occorre abbracciare una cultura della pianificazione, delle competenze e
dell’organizzazione. Significa dotarsi di strumenti, tecnologie, processi e
professionalità in grado di gestire il turismo come un vero sistema
produttivo. Richiede l’adozione di standard qualitativi, l’integrazione tra
settori, la formazione continua degli operatori, l’uso dei dati per orientare
le strategie e il supporto alle reti di impresa.
Solo così sarà possibile:
• generare reddito diffuso e stabile;
• valorizzare le professionalità locali in modo strutturato;
• attrarre investimenti nazionali e internazionali con piani credibili e
sostenibili;
• stimolare l’imprenditorialità giovanile con filiere turistiche complete
e moderne;
• creare una vera cultura del turismo come settore produttivo, con
visione, competenze e progettualità capaci di guardare oltre la
stagionalità.
CONCLUSIONI
Lecce può e deve diventare il centro propulsore dello sviluppo turistico
dell’intero Salento. Un territorio pronto ad accogliere, connettere,
emozionare e far vivere esperienze autentiche ogni giorno dell’anno.
Il tempo delle occasioni mancate è finito: è necessario intraprendere con
decisione una strada fatta di azioni coordinate, pianificazione strategica e
obiettivi chiari.
Solo attraverso una programmazione di medio e lungo periodo, condivisa
e sostenibile, si potrà costruire un’identità turistica solida, duratura,
competitiva.
Costruiamo insieme la destinazione turistica del futuro.
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