(AGENPARL) – Wed 11 March 2026 Udine, 11 mar – “Il parere favorevole del Consiglio delle
Autonomie locali consente ora di adottare in via definitiva la
delibera della Giunta regionale con cui programmiamo le risorse
del Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilit?
destinate al Friuli Venezia Giulia per il 2025. Si tratta di un
passaggio importante che rafforza il nostro impegno verso
progetti innovativi a favore delle persone con disturbi del
neurosviluppo e dello spettro autistico, puntando su percorsi di
autonomia e qualit? della vita”.
Lo ha affermato l’assessore regionale alla Salute e disabilit?
Riccardo Riccardi, commentando il via libera espresso oggi dal
Consiglio delle Autonomie locali alla programmazione regionale
delle risorse nazionali del Fondo per l’inclusione.
Il riparto nazionale assegna al Friuli Venezia Giulia 680mila
euro, che saranno suddivisi in parti uguali tra le tre Aziende
sanitarie regionali: Azienda sanitaria universitaria Giuliano
Isontina (Asugi), Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale
(Asufc) e Azienda sanitaria Friuli Occidentale (Asfo). Ciascuna
azienda ricever? circa 227mila euro e affider? la gestione e
realizzazione delle attivit? a soggetti del terzo settore o del
privato sociale per proseguire progettualit? gi? sperimentate con
successo.
“Il cuore della progettualit? – ha spiegato Riccardi – ?
rappresentato dalle cosiddette palestre abitative, un modello che
supera una visione esclusivamente assistenzialistica e promuove
invece percorsi personalizzati di autonomia. L’obiettivo ?
consentire alle persone con disabilit?, comprese quelle con forme
pi? complesse dello spettro autistico, di sperimentare
concretamente l’abitare, sviluppando capacit? e relazioni
all’interno di contesti di vita il pi? possibile inclusivi”.
Il progetto sperimentale, della durata di 12 mesi, si ispira ai
principi della legge sul “Dopo di noi” e introduce formule di
co-housing temporaneo e abitare collaborativo, costruite
attraverso la collaborazione tra sistema sanitario, servizi
sociali dei Comuni, terzo settore e famiglie. Le unit? abitative
sono organizzate in modo da garantire un adeguato supporto
educativo e assistenziale, con una presenza di operatori
calibrata sui bisogni degli ospiti, e sono collocate
prevalentemente in contesti urbani centrali per favorire
l’integrazione con la vita della comunit?.
“Con questo intervento – ha commentato ancora Riccardi –
rafforziamo un modello che mette al centro la persona e la sua
possibilit? di vivere pienamente la dimensione dell’abitare, non
come semplice permanenza in una struttura ma come esperienza di
relazione, autonomia e partecipazione alla comunit?. ? una
direzione che vogliamo continuare a sostenere insieme alle
famiglie, al terzo settore e ai servizi del territorio”.
ARC/SSA/pph
111004 MAR 26
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