(AGENPARL) - Roma, 11 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Wed 11 March 2026 Nota di Melasecche (Lega): “Il nuovo prezzario regionale ne ha già
aumentato il costo di 30 milioni”
(Acs) Perugia, 11 marzo 2026 – “Il nuovo ospedale di Terni
rappresenta, come noto, per Terni e la sua Provincia, ma in fondo per
tutta l’Umbria, un punto fermo sulla cui necessità nessuno più
discute, si tratta solo di stabilire il dove, il come, ma soprattutto
il quando e il quanto. Trascorso quasi un anno e mezzo dalle ultime
elezioni regionali, in cui l’ennesima promessa del nuovo ospedale ha
illuso chi ci ha creduto, sembra che dovremo attendere la fine del
2026, cioè trascorsi i primi due anni della legislatura soltanto per
avere dalla presidente Proietti una minima idea di quale strada
intenda percorrere”. È quanto dichiara il capogruppo Lega Umbria,
Enrico Melasecche.
“Questa variegata maggioranza a guida AVS e M5S – spiega
Melasecche – non ha la minima intenzione di aprire la mente al
pragmatismo di una indispensabile managerialità per uscire dal
ginepraio in cui si è cacciata con l’assegnazione ben poco rituale
dell’incarico allo studio di Reggio Emilia. Oggi però c’è un
fatto nuovo che dovrebbe rendere consapevole chiunque si interessi
dell’ospedale di accelerare la procedura esponendo finalmente il
relativo crono programma. E’ di queste ore il comunicato stampa
dell’assessore De Rebotti che annuncia l’aumento del prezzario
regionale del 5% medio, il che significa che tutti i progetti relativi
alle opere pubbliche dovranno essere ricalcolati tenendo conto di tale
dura realtà. L’incremento del costo dell’ospedale passa quindi da
600 a 630 milioni e comporta un incremento di 30 milioni quando il
budget annuo dei finanziamenti statali che spetta a tutta l’Umbria
è di circa 5 milioni. Quindi ogni anno che passa la forbice fra
l’incremento dei costi rispetto all’incremento dei finanziamenti
disponibili si allarga sempre di più e la mannaia dell’inflazione
renderà sempre più irrealistica l’ennesima promessa della
presidente Proietti. L’esimio assessore De Rebotti, invece di
gonfiare come un pallone aerostatico le cifre del project con somme
stratosferiche quanto assurde per orientare negativamente la pubblica
opinione, dovrebbe piuttosto, come gli ho chiesto con una
interrogazione a cui si è ben guardato di rispondere, fornire delle
proiezioni anche se parametriche ma almeno orientative dei costi delle
ipotesi Binini per consentire un confronto omogeneo piuttosto che
terrorizzare i cittadini con numeri per il lotto”.
Melasecche chiede “chi ha interesse a trattare i cittadini da popolo
bue avvelenando il confronto? Perchè De Rebotti, quanto alle ipotesi
di delocalizzazione fatte dallo studio Binini, cita solo quello della
costruzione della struttura mentre quando parla di project al costo
della struttura somma le spese necessarie lungo tutti i 25 anni
relativi ai costi di centinaia di milioni per pasti, pulizie,
manutenzioni, riscaldamento, raffreddamento energia elettrica? Perchè
inoltre somma addirittura le rate annuali dei 25 anni senza
attualizzarle? La verità è che si sta attuando una strategia di
distrazione di massa gonfiando a dismisura una ipotesi attuata da
altre regioni di sinistra, allontanando la soluzione del problema
mentre ogni anno che passa la maggiore inflazione allontana sempre di
più la possibilità seria di costruirlo. Si pensi soltanto che gli
stanziamenti di quest’anno del governo per realizzare queste
strutture portano all’Umbria circa 5 milioni, considerato che ci
spetta circa l’1,50% del budget nazionale. Se le previsioni
inflazionistiche derivanti dalle guerre in corso stanno portando ad
incrementi rilevanti nei carburanti, ben maggiori del 5% medio annuo,
ne deriva che più anni si fanno trascorrere senza contrattualizzare
un bel nulla e più questa sorta di Fata Morgana allontana nei decenni
la cantierizzazione dell’ospedale. Non solo, la somma delle rate da
pagare nei 25 anni (in eterno nel caso dell’INAIL che non eroga un
solo euro a fondo perduto) per una delle ipotesi di decentramento di
Binini calcolate su una base di 600 milioni portano ad una cifra
iperbolica di gran lunga superiore ai 2,3 miliardi del project, oggi
gettati in pasto ad una opinione pubblica artatamente scandalizzata da
questa sinistra”.
“Intanto – conclude Melasecche – aumentano i costi di gestione del
vecchio compresi i costi dei servizi non sanitari rendendo sempre più
asfittica la gestione dell’attuale nosocomio. Perché allora De
Rebotti continua a far apparire questi suoi confronti, vere e proprie
trappole, come oro colato? Quali interessi ha a fuorviare la pubblica
opinione? Accetti un confronto pubblico con il sottoscritto sul tema
dell’ospedale visto che di filosofia ho meno competenza di lui ma
quanto a matematica finanziaria ed urbanistica credo di potergli
insegnare qualche indispensabile nozione elementare”. RED/dmb
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