(AGENPARL) - Roma, 11 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Wed 11 March 2026 L’assessore Tommaso Bori ha illustrato a Palazzo Cesaroni il disegno
di legge della Giunta: “Una ‘chiamata alle arti’ attraverso un
testo unico che abolisce 12 leggi e raddoppia le risorse dirette della
Regione, passando ad una gestione triennale dei fondi”
(Acs) Perugia, 11 marzo 2026 – Il disegno di legge “Norme in materia
di cultura e imprese culturali e creative”, predisposto dalla Giunta
di Palazzo Donini, è stato presentato oggi in Terza commissione
dall’assessore regionale Tommaso Bori. Prevista per martedì 17
marzo una seduta di audizione sul testo.
I principi guida di quella che è stata definita “una chiamata alle
arti” sono: accessibilità universale, pluralismo, innovazione e
imprenditorialità, progetti di rete, focus su giovani e donne, tutela
del lavoro e degli operatori culturali. Da realizzare attraverso un
raddoppio delle risorse del fondo regionale a 3 milioni all’anno. Il
finanziamento complessivo della legge integra risorse regionali,
nazionali ed europee, per complessivi 31 milioni di euro: 9 milioni di
euro, già stanziati per il triennio 2026-2028, rientrano dal nuovo
fondo regionale per la cultura; 5,4 milioni (Fondo europeo di Sviluppo
regionale) sono destinati alla rigenerazione di attrattori culturali;
10 milioni (Fondo per sviluppo e coesione) sono indirizzati ai beni
culturali; 6 milioni serviranno a sostenere le imprese culturali e
creative.
I 42 articoli e le circa 100 pagine del “testo unico” mirano a
“disciplinare l’insieme delle funzioni programmatorie e
amministrative regionali in materia di patrimonio culturale, istituti
e luoghi della cultura, offerta culturale e spettacolo, imprenditoria
culturale e creativa. Particolare rilievo assume il pluralismo: la
legge incoraggia la partecipazione di tutti i soggetti, pubblici e
privati, e promuove una cultura aperta al dialogo tra persone e
popoli. Viene sottolineato inoltre il principio della cultura della
pace, intesa come strumento per promuovere convivenza civile e
relazioni inclusive”. Tra le finalità della legge ci sono inoltre:
“La valorizzazione della creatività contemporanea, della ricerca e
della sperimentazione, che colloca l’Umbria in dialogo con le più
avanzate pratiche culturali; la promozione della cultura digitale e
dell’innovazione, per costruire un’immagine regionale dinamica; il
rafforzamento della funzione di ausilio e supporto, la valorizzazione
del lavoro culturale e la promozione dell’imprenditoria culturale e
creativa; l’integrazione trasversale della cultura con altri ambiti
strategici (turismo, paesaggio, istruzione, welfare, sviluppo
economico)”. Alla Regione spetterà anche di promuovere
“l’accessibilità universale, intesa non solo come abbattimento di
barriere architettoniche, ma come piena possibilità di fruizione,
partecipazione e protagonismo di tutti”.
SCHEDA
La “più significativa innovazione della legge” riguarda l’ATTO
DI INDIRIZZO TRIENNALE per la cultura, che consente agli enti locali,
alle istituzioni culturali e agli operatori del settore di pianificare
con continuità le attività. Esso contiene: l’analisi del contesto
territoriale e del sistema culturale regionale, dei suoi soggetti,
infrastrutture e risorse; le linee di indirizzo e gli obiettivi
generali, che individuano le direttrici di sviluppo e le priorità di
intervento nei diversi ambiti disciplinati dalla legge; gli interventi
a titolarità regionale e gestiti direttamente dalla Regione; le linee
guida per i Programmi operativi annuali; l’individuazione delle
azioni integrate con altri piani e programmi regionali e locali, in
particolare nei settori del turismo, dell’ambiente,
dell’artigianato, del cinema, della formazione, del welfare e dello
sviluppo economico.
L’OSSERVATORIO REGIONALE per la cultura e la creatività avrà il
compito di raccogliere, elaborare, monitorare e valutare i dati
relativi al sistema culturale regionale. Viene recepita la definizione
della Convenzione UNESCO del 2003 che riconosce la pluralità delle
espressioni del PATRIMONIO IMMATERIALE: prassi, saperi, riti, feste,
tradizioni popolari. E vengono individuate le attività attraverso cui
la Regione promuove e sostiene la conoscenza, la salvaguardia e la
valorizzazione del patrimonio culturale immateriale. Ed anche le sue
espressioni, come elementi fondanti della propria identità
collettiva: la FESTA DEI CERI DI GUBBIO, simbolo identitario
raffigurato nello stesso stemma regionale; la GIOSTRA DELLA QUINTANA
DI FOLIGNO, quale bene costitutivo del patrimonio culturale
immateriale dell’Umbria; le INFIORATE ARTISTICHE, per le quali sarà
istituito un Calendario regionale, quale strumento di coordinamento e
valorizzazione.
Viene istituito il Calendario regionale delle manifestazioni di
RIEVOCAZIONE STORICA, a cui la Regione riconosce un ruolo centrale
nella trasmissione della memoria collettiva regionale. La legge
definisce il patrimonio di ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE quale insieme di
beni materiali e immateriali non più utilizzati nei processi
produttivi, che costituiscono testimonianza storica della cultura
industriale del territorio regionale. VILLE, DIMORE, COMPLESSI
ARCHITETTONICI e paesaggistici, parchi e giardini storici, di
proprietà pubblica o privata, saranno promossi dalla Regione, in
ragione del loro valore identitario, estetico e ambientale.
Viene disciplinato l’utilizzo dell’ART BONUS (legge 106/2014): la
Regione individua i beni e gli istituti culturali da inserire nei
progetti finanziabili tramite erogazioni liberali, sollecitandone
l’uso e ponendo attenzione alla trasparenza e alla rendicontazione
di tali erogazioni. La legge individua gli ISTITUTI E LUOGHI DELLA
CULTURA: circa 240 istituti tra musei, biblioteche, archivi ed
ecomusei che richiedono un fabbisogno annuale adeguato per supporto ai
costi di gestione delle strutture, incluso ampliamento degli orari e
potenziamento dei servizi al pubblico.
La Regione riconosce il valore culturale delle IMPRESE EDITORIALI
INDIPENDENTI, che contribuiscono alla diffusione e alla promozione del
libro nel territorio regionale e delle librerie di qualità. Viene
disciplinata la promozione della partecipazione degli EDITORI UMBRI a
manifestazioni regionali, nazionali e internazionali, come il
“Salone internazionale di Torino”, la fiera “Più libri più
liberi” di Roma e la Manifestazione “Lucca Comics”. Viene
introdotto il principio del WELFARE CULTURALE, riconoscendo la cultura
come strumento di promozione del benessere individuale e collettivo,
di inclusione sociale, di supporto alle disabilità e di prevenzione
della marginalizzazione e del disagio sociale. Si valorizza il ruolo
delle SOCIETÀ OPERAIE DI MUTUO SOCCORSO come soggetti storici di
promozione sociale, culturale e solidale.
Viene disciplinata la funzione della Regione di promozione e sostegno
di interventi finalizzati al RIUSO CULTURALE E SOCIALE DI SPAZI
DISMESSI o sottoutilizzati e la rigenerazione dei cosiddetti
attrattori culturali, promuovendo partenariati tra soggetti pubblici e
privati.
Lo SPETTACOLO DAL VIVO viene riconosciuto come uno dei settori più
vitali della cultura, capace di unire espressione artistica, crescita
umana, educazione e sviluppo economico. Le RESIDENZE ARTISTICHE sono
definite come spazi professionali dedicati alla creazione, alla
ricerca e allo sviluppo di progettualità artistiche. MANIFESTAZIONI
BANDISTICHE E CORALI vengono infine riconosciute quali espressioni
della tradizione musicale diffusa e viene previsto uno specifico
sostegno regionale alle attività, alla formazione musicale di base e
alle manifestazioni di rilevanza regionale. MP/
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