(AGENPARL) - Roma, 10 Marzo 2026 - Un attacco informatico ha colpito il sistema di posta elettronica del Parlamento albanese martedì, in un’operazione che sarebbe stata condotta dal gruppo di hacker “Homeland Justice”, ritenuto vicino agli interessi dello Stato iraniano. L’episodio ha immediatamente allertato le autorità di Tirana, che hanno attivato una task force per analizzare la portata dell’incidente e mettere in sicurezza l’infrastruttura digitale dell’Assemblea.
Secondo quanto rivendicato dagli stessi hacker, il gruppo avrebbe ottenuto accesso alle comunicazioni interne dei parlamentari e dell’amministrazione parlamentare. Sul proprio canale Telegram sono state pubblicate alcune immagini di e-mail provenienti dall’apparato amministrativo dell’Assemblea, accompagnate da messaggi minacciosi e accuse di corruzione rivolte ai membri del Parlamento.
“Tutte le comunicazioni e la corrispondenza dei membri corrotti del Parlamento degli ultimi mesi sono nelle mani del Ministero della Giustizia. Siamo più vicini a voi di quanto pensiate. Avete davvero dato rifugio a quegli assassini e a quegli assassini di bambini? Faremo in modo che questa vergogna vi accompagni per sempre”, si legge in uno dei messaggi diffusi dagli hacker.
In un altro post, il gruppo ha affermato di aver compromesso anche parti più ampie dell’infrastruttura informatica parlamentare, definendola “corrotta e sponsorizzata dal terrorismo” e sostenendo che presto verranno pubblicati nuovi materiali per smascherare presunte irregolarità dei parlamentari.
In risposta all’incidente, l’Autorità nazionale per la sicurezza informatica dell’Albania (AKSK) ha confermato che il sistema di posta elettronica dell’Assemblea è stato effettivamente oggetto di un attacco informatico.
“L’Autorità Nazionale per la Sicurezza Informatica ha istituito una task force per analizzare l’incidente. I team sono sul posto per condurre valutazioni tecniche e adottare le misure necessarie per affrontare la situazione”, ha dichiarato l’AKSK in una nota ufficiale.
L’autorità ha inoltre precisato che ulteriori dettagli sull’attacco e sulle eventuali conseguenze per la sicurezza dei dati saranno resi pubblici solo dopo il completamento della valutazione tecnica in corso.
L’episodio si inserisce in un contesto di tensioni digitali già esistenti tra Albania e gruppi di hacker legati all’Iran, che negli ultimi anni hanno preso di mira più volte istituzioni governative e infrastrutture informatiche del Paese balcanico.