(AGENPARL) - Roma, 9 Marzo 2026 - Un quadro normativo complesso e la frammentazione delle competenze continuano a rendere difficile la gestione del randagismo nella zona industriale di Catania. Per affrontare in modo strutturato un fenomeno sempre più critico, Confindustria Catania ha promosso un incontro tra amministrazione comunale, aziende e rappresentanti degli enti competenti. Al centro, la necessità di garantire la tutela dei lavoratori e definire soluzioni operative efficaci. Durante il confronto è emersa l’urgenza di rafforzare il controllo del territorio, avviare un censimento dei cani presenti e coinvolgere maggiormente i tutor responsabili della loro gestione. L’obiettivo comune è definire protocolli chiari e uniformi per la gestione dei cani territoriali, nel rispetto della normativa vigente. Marco Causarano, presidente della Piccola Industria di Confindustria Catania e delegato per la zona industriale, ha sottolineato come il problema sia “strettamente legato alla sicurezza di chi accede quotidianamente ai luoghi di lavoro”. “È fondamentale – ha evidenziato – che i cani presenti nell’area vengano identificati, accertando anche la presenza dei microchip, e che l’attività di controllo sul territorio venga potenziata. Le aziende non possono assumersi direttamente la gestione degli animali, poiché si tratta di competenze proprie degli enti preposti. In assenza di un sistema chiaro, ci troviamo a fronteggiare situazioni impreviste all’interno degli stabilimenti, con inevitabili ricadute sulla nostra operatività”.
Per il Comune di Catania è intervenuta Lara Riguccio, responsabile della Direzione Politiche Ambientali, che ha confermato la disponibilità a rafforzare le verifiche: “Siamo pronti a verificare eventuali situazioni sfuggite alla nostra attenzione, attraverso gli uffici competenti e la polizia ambientale. Controlleremo anche i processi legati ai tutor. Parliamo di cani che la normativa individua come territoriali e che quindi devono essere gestiti correttamente nell’ambiente in cui vivono”. Riguccio ha definito l’incontro “molto positivo”, sottolineando come il dialogo con le aziende possa portare alla redazione di un documento unitario che chiarisca procedure, responsabilità e riferimenti normativi. “Sappiamo che occorre un impegno maggiore da parte di tutti, ma la collaborazione avviata oggi può produrre risultati concreti”. All’incontro hanno partecipato anche la polizia municipale, rappresentata da Carmela Falsaperla, e il dirigente dell’Unità di Sanità Pubblica Veterinaria dell’Asp di Catania, Michelangelo Privitera. La riunione si è conclusa con l’impegno a definire un percorso operativo condiviso, capace di conciliare sicurezza, tutela degli animali e responsabilità istituzionali: un passo importante verso una gestione più coordinata ed efficace del randagismo nella zona industriale.
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