(AGENPARL) - Roma, 7 Marzo 2026 - Il portavoce del quartier generale centrale di Khatam al-Anbia ha dichiarato che più di 200 militari statunitensi sarebbero stati uccisi o feriti negli attacchi di rappresaglia condotti dalle forze armate dell’Iran.
Secondo l’aggiornamento diffuso sabato, gli attacchi iraniani — eseguiti nell’ambito dell’operazione denominata “True Promise 4” — avrebbero colpito basi militari degli Stati Uniti nella regione, causando gravi perdite tra truppe e comandanti e danni significativi a infrastrutture e asset militari.
Il portavoce ha affermato che 21 soldati americani sarebbero stati uccisi nell’area della Quinta Flotta degli Stati Uniti, mentre circa 200 militari sarebbero stati uccisi o feriti nella base aerea di Al Dhafra Air Base. È stato inoltre riferito che una petroliera di proprietà statunitense sarebbe stata presa di mira nella parte settentrionale del Golfo Persico.
Il quartier generale di Khatam al-Anbia è una struttura dello Stato maggiore delle forze armate iraniane responsabile della pianificazione e del coordinamento delle operazioni militari congiunte.
Secondo le dichiarazioni riportate, le operazioni di rappresaglia iraniane sarebbero iniziate dopo una campagna militare lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, in seguito a eventi avvenuti il 28 febbraio, che hanno ulteriormente intensificato le tensioni regionali.
Le forze armate iraniane avrebbero risposto con attacchi missilistici e con droni contro obiettivi statunitensi e israeliani nella regione, provocando un’ulteriore escalation del conflitto e aumentando l’instabilità nel Medio Oriente.
