(AGENPARL) - Roma, 6 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Fri 06 March 2026 REFERENDUM, M5S: NORDIO DICE ANCORA BUGIE OPPURE E’ MINISTRO A SUA INSAPUTA
ROMA, 6 marzo – “Il ministro Nordio continua a diffondere falsità per provare a fare bassa propaganda per il referendum. Le possibilità sono due: o mente sapendo di mentire oppure ignora le norme vigenti e i dati che riguardano il suo stesso lavoro. In quest’ultimo caso, sarebbe un ministro della Giustizia a sua insaputa. E’ assurdo che Nordio sostenga il sorteggio integrale per i togati parlando delle cosiddette “nomine a pacchetto” del Csm per i ruoli direttivi e semidirettivi. Non sa o finge di non sapere che quella pratica è vietata dal 2022 da una legge? Ricordiamo al ministro le parole del vice presidente del Csm Fabio Pinelli, non esattamente riconducibile alle opposizioni parlamentari, che già nella scorsa estate gli disse di smetterla con gli attacchi fondati su argomenti anacronistici. Lo stesso Pinelli ha ricordato come adesso, a differenza che in passato, le nomine avvengono in più dell’80% dei casi all’unanimità, quindi senza logiche correntizie. Se non lo sa, ricordiamo a Nordio che anche sui criteri di nomina sono intervenute novità che contrastano l’eventuale eccessiva discrezionalità figlia di logiche correntizie. Va tutto bene? No, si possono apportare altri correttivi per premiare il merito e la trasparenza, ma la via è quella delle leggi ordinarie, non il ribaltamento degli equilibri democratici previsti dalla Costituzione. Anche quando parla di ‘giustizia domestica’ del Csm Nordio ripete a memoria concetti superati dalla cronaca. Mentre la giustizia domestica della politica procede a colpi di immunità e insindacabilità – anche per lo stesso Nordio, per Piantedosi e per Mantovano – l’attuale Csm ha sanzionato nel 41% dei casi e lui, il ministro Nordio, ha impugnato solo 6 dei 194 pronunciamenti. Sempre Nordio ha promosso molte meno azioni disciplinari rispetto al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione. Abbiamo un ministro che ripete slogan superati dalle leggi che non conosce, che non utilizza quasi mai le prerogative che gli sono riconosciute dall’ordinamento e che pensa di fare fesso chiunque lo ascolti. Questa è la campagna a favore del referendum, dunque l’unica scelta è votare no il 22 e 23 marzo”.
Lo affermano i rappresentanti del M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato.
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Ufficio Stampa Parlamento
Movimento 5 Stelle
